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Tortora, incendio a San Brancato: il giorno dopo


inside_pino_eco_PICCOLATORTORA – “Erano circa le 21 quando ci siamo accorti delle fiamme. L’incendio è partito da giù, da vicino alla Fiumarella. Ci ha messo 5 minuti ad arrivare alle nostre case. Abbiamo avuto paura, ma per fortuna ce la siamo cavata”.

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C’è ancora un po’ di tensione nelle parole di uno degli abitanti di località San Brancato di Tortora mentre ci racconta come è nato e si è sviluppato l’incendio che, ieri sera, ha minacciato le quattro abitazioni della contrada.

Pian piano si avvicinano altri cittadini. Tra chi ha avuto danneggiato un uliveto, chi ha visto saltare il tubo del gas e chi, una signora, dice: “Qua è ogni estate così, ci sentiamo abbandonati”.

C’è anche un po’ di rabbia, per come è avvenuto lo spegnimento. Secondo quanto ci hanno raccontato, i primi ad arrivare sul posto sono stati i forestali. I proprietari delle case hanno però ritenuto insufficienti i mezzi a loro disposizione (“Ma – hanno detto – li ringraziamo per quel che hanno fatto”) e hanno insistito nel chiedere l’intervento dei vigili del fuoco. “Ci hanno risposto di non poter arrivare subito e, nel frattempo, di arrangiarci con mezzi di fortuna. Così abbiamo fatto fino al loro arrivo”.

Per fortuna è andata a buon fine anche la telefonata al comune per chiedere di non chiudere l’acqua. La contrada, infatti, è da alcuni giorni soggetta a una decisione dell’area Lavori pubblici che ha sospeso per tutto il mese di agosto, ma limitatamente alle ore notturne, l’erogazione dell’acqua potabile a causa di alcuni problemi tecnici. (ne abbiamo parlato qui)

I dettagli non lascerebbero dubbi quanto alle cause. Anche questa mattina era ancora visibile il punto da cui sarebbe partito l’incendio: la porzione di un terreno dove gli abitanti sono pronti a giurare di aver visto accumulata vegetazione secca.

E quest’ultimo dettaglio costituisce un’altra nota dolente. Sono molti infatti a San Brancato, come in altre zone del territorio, i fondi agricoli abbandonati e non ripuliti ciclicamente. Pieni di sterpaglie seccate dal gran caldo di questa estate aspettano solo di essere dati alle fiamme.

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About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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One comment

  1. Ennesimo esempio di mancato controllo del territorio da parte di chi lo amministra (Stato,regione,provincia,comune).
    Da giugno un giorno si e l’altro pure gli incendi hanno deturpato e distrutto ettari di terreno, il tratto di fiume Noce che interessa il comune di Tortora è usato a mò di discarica, il mare nonostante le analisi e le dichiarazioni positive provenienti dal comune presenta delle grosse chiazze marroni ed è oleoso e maleodorante, capisco che la colpa non è solo di chi amministra localmente, ma è ora che il sindaco, la giunta ed anche i consiglieri di minoranza facciano una protesta contro la regione e lo stato perche siamo abbandonati e nessuno fa niente.

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