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Caos boa, 2015 annus horribilis


Sequestri in mare e a terra, reati ambientali e sospensione delle concessioni demaniali. L’estate 2015 sarà ricordata come l’anno nero per gli imprenditori balneari di Praia a Mare.

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PRAIA A MARE – Tra sequestri in mare e a terra, controlli e verifiche sul rispetto delle leggi ambientali e sospensione di alcune concessioni l’estate 2015 a Praia a Mare, pur se ancora non terminata, può già essere ricordata come la stagione nera del comparto balneare.

È di qualche giorno fa l’ennesimo capitolo di questa storia. La capitaneria di porto di Maratea, alla vigilia del Ferragosto, nei pressi dell’Isola di Dino, ha denunciato due imprenditori per occupazione abusiva di una concessione, poiché scaduta, il primo e per aver occupato uno specchio d’acqua grande il doppio rispetto a quanto autorizzato il secondo. I titolari delle attività sono stati intimati al ripristino dello stato dei luoghi.

Ma qui emerge un dato. Nonostante questi ultimi aggiornamenti, e nonostante la sospensione delle concessioni per i rimessaggi barche, richiesta dalla Regione Calabria a causa della sovrapposizione degli specchi d’acqua con l’area Sic dell’isola, nulla sembra muoversi.

Ma questo appare come il raro caso in cui la burocrazia sembra venire incontro all’economia. La procedura per la sospensione delle concessioni infatti dovrebbe partire in questi giorni dall’ufficio tecnico del Comune di Praia a Mare per poi approdare in regione. Insomma, sembra che gli imprenditori potranno portare a termine la stagione, meteo permettendo. Poi, nei mesi invernali, bisognerà capire cosa ha in serbo per loro il futuro.

Un futuro che, però, è strettamente legato all’approvazione del nuovo Piano di spiaggia comunale al quale lavora l’amministrazione di Praia a Mare dopo la sospensione e successivo annullamento dello strumento precedente. In questo caso, invece, la burocrazia e i suoi tempi potrebbero giocare a loro sfavore.

Su questi temi si registra l’intervento della delegazione locale dell’associazione Italia nostra, tra le principali voci a chiedere il rispetto dell’area sottoposta a vincolo Sic dell’Isola di Dino.

“Ci auguriamo – si legge in un comunicato stampa – che i comuni approvino i piani di spiaggia o integrino quelli esistenti con precise misure di prevenzione contro l’inquinamento. Le irregolarità contestate dalla capitaneria di porto sono avvenute sulle stesse concesioni demaniali che la regione ha chiesto al comune di Praia a Mare di sospendere, ad oggi senza esito. È il caso di ricordare – conclude Italia nostra – l’azione dannosa sui fondali marini degli ancoraggi su corpi morti e dell’inquinamento prodotto dagli scarichi dei motori delle imbarcazioni che in questo periodo estivo invadono lo specchio d’acqua antistante l’Isola di Dino”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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