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Tortora, morto sul lavoro: lutto cittadino


promo_insideTORTORA – Il lutto cittadino e la bandiere a mezz’asta dopo la morte di Pietro Imperio, 58enne muratore tortorese morto sul lavoro ieri, giovedì 10 settembre. (ne abbiamo parlato qui)

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Lo ha deciso l’amministrazione comunale di Tortora in occasione delle esequie del lavoratore in programma domani, sabato 12 settembre 2015, presso la chiesa San Paolo Apostolo, nel centro storico.

“Intendiamo manifestare – si legge nel documento dell’amministrazione comunale – in modo tangibile e solenne, il nostro dolore e quello dell’intera comunità per la tragica perdita del povero concittadino Pietro, oltre che sensibilizzare la cittadinanza in merito al gravissimo fenomeno delle morti bianche”.

“Promuoveremo anche un momento di riflessione con i sindacati” ha promesso il primo cittadino Pasquale Lamboglia.

E proprio da questo settore arriva un commento.

“La Fillea Cgil e la Camera del lavoro di Scalea – si legge in un comunicato a firma di Antonio Di Franco, segretario generale Fillea Cgil e Dario Pappaterra responsabile Cgil Scalea – esprimono il loro più profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore ed a tutta la comunità di Tortora che è stata profondamente scossa da quanto accaduto. Bene ha fatto il sindaco e tutta l’amministrazione comunale a proclamare il lutto cittadino. È chiaro ed evidente come si apprende dai rilevamenti degli ispettori del lavoro che il cantiere non era in sicurezza, non riusciamo a comprendere il motivo per cui ancora oggi alcune imprese non diano al rispetto della normativa sulla sicurezza la priorità assoluta. Il settore dell’edilizia continua ad essere il più esposto e a nostro avviso andrebbero potenziati i controlli ispettivi da parte di tutte le autorità competenti, attraverso un potenziamento degli organici a partire dall’ispettorato del lavoro sino al personale dell’Asp chiaramente insufficienti a coprire una provincia così vasta.

Riteniamo non più accettabile morire per lavoro ed in Calabria ci piacerebbe che la Giunta regionale prendesse in seria considerazione la possibilità di istituire un fondo per i familiari delle vittime sul lavoro.

Troppi i silenzi ed i ricatti che sono costretti a subire tanti lavoratori a causa della preoccupazione di perdere il posto di lavoro, e la legislazione che sempre più riduce i diritti non aiuta sicuramente a dare risposta al grave problema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Bisogna far salire di nuovo il livello delle responsabilità perché spesso è di vita o di morte che si tratta quando si parla di lavoro. Ridare a questa responsabilità tutto il suo peso significa restituire al lavoro tutto il valore e tutta la dignità che merita”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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