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Paola, sabbie rosse e inquinamento: valori fuori norma


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PAOLA – Le analisi dei nuovi campionamenti disposti dalla Procura di Paola hanno rilevato la presenza di tallio, selenio e cobalto.


Il procuratore capo Bruno Giordano per tale ragione ha scritto ai comuni, all’Asp, alla Provincia e alla Regione chiedendo la bonifica dei siti inquinati. Il caso di località Pagnotta a Paola fa discutere poiché su quattro campionamenti altrettante volte il sito è risultato contaminato. L’area a più riprese è stata recintata e interdetta alla balneazione.

Ma veniamo ai dettagli. A Paola eccedenze dei valori di tallio e cobalto in località Pagnotta, mentre nella zona dei bracci oltre i limiti il cobalto e il selenio. A San Lucido quasi al confine con Falconara Albanese rilevata la presenza di cobalto e selenio (valori molto alti di quest’ultimo). L’attenzione resta alta anche a Fuscaldo dove è stato nominato da Giordano un consulente per effettuare nuovi campionamenti. La Procura sta ricercando anche le cause di questo inquinamento “anomalo”. I perché della presenza di metalli pesanti sul terreno potrebbero essere dovuti da vari fattori.

L’attenzione resta pertanto molta alta nei tre comuni dove la Procura in questi anni ha rinvenuto a più riprese tracce di inquinamento da metalli pesanti. Paola, Fuscaldo e San Lucido sono al centro dell’attenzione di un’apposita indagine. A Paola il Movimento 5 stelle presto farà intervenire in merito i suoi parlamentari.

E mentre a San Lucido tutto tace, a Fuscaldo ecco che giunge la prima iniziativa. “Sabbie rosse e inquinamento, valori fuori norma. Discussione e determinazione”. I consiglieri comunali Davide Gravina, Innocenzo Scarlato, Giacomo Middea e Settimio Trotta dei gruppi consiliari Fuscaldo Europea e Uniti per Fuscaldo chiedono un apposito consiglio comunale sulla vicenda.

Tutto questo alla luce anche del fenomeno che sta interessando diversi comuni della costa. A San Lucido e Paola ad esempio i valori sono fuori norma per quanto riguarda il selenio, il tallio e il cobalto. Il fenomeno da inquinamento da metalli pesanti era comparso nel marzo 2013 anche a Fuscaldo dove su tre siti si superavano i limiti per cobalto, cromo totale e vanadio. La Procura disponeva quindi nuovi esami a luglio 2013 e i valori dei siti “incriminati” tornavano nei limiti di legge così come anche nel 2014.

Il procuratore capo Bruno Giordano nei giorni scorsi dopo il rinvenimento nei pressi di Messinette di alcuni massi di colore rosso ha dato incarico a un apposito consulente di approfondire la situazione. L’intervento dei quattro consiglieri è finalizzato a vederci chiaro. Nel 2013 si ricorda che il sindaco di Fuscaldo ha emesso apposita ordinanza di non balneazione: “non indicando però il torrente Trappeto”. Dal fenomeno spiagge rosse si evidenzia “potrebbe emergere un serio problema di inquinamento del nostro territorio comunale e comprensoriale”, e prendendo atto delle indagini della Procura di Paola “alla quale si chiede di individuare le eventuali gravi responsabilità” restando in attesa dei risultati, senza voler creare allarmismo ma al tempo stesso attenti alla problematica attinente la salute dei cittadini, si chiede la convocazione di un apposito civico consesso.

Nel merito vi era stata anche nel 2013 una forte presa di posizione, una interrogazione consiliare e poi una richiesta di dimissioni del sindaco.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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