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Diamante, disabilità terreno di scontro: che Natale amaro


Natale amaro per operatrici assistenziali e famiglia del piccolo disabile a cui serve un posto auto sotto casa. Dibattito in municipio, ma la volontà politica si rivela poco umana.


DIAMANTE – Due questioni sul tavolo, entrambe riguardanti la disabilità. Lavoratori e famiglie in cerca di risposte. Consiglieri di minoranza che battono i pugni sulla scrivania del sindaco che apre la sua porta e risponde ai quesiti posti. E poi: volontà politiche. Ma anche cooperative sociali, alcune assenti altre pronte a fare la propria parte.

Temi scottanti in una mattina movimentata, quella di oggi mercoledì 23 dicembre 2015, nel municipio di Diamante.

Le questioni sul tavolo: il servizio di assistenza specialistica agli alunni e il regolamento per i parcheggi personalizzati.

In comune, questa mattina, c’erano alcune delle sei operatrici che fino a ieri, per conto della società cooperativa sociale Aion, hanno svolto presso le scuole il servizio di assistenza agli scolari disabili. C’era il padre del bambino con disabilità che necessiterebbe di un posto auto riservato sotto casa considerata la difficoltà nei suoi movimenti. C’erano i consiglieri di minoranza che hanno raccolto queste istanze: Antonio Cauteruccio e Francesca Amoroso (Diamante e Cirella per una Diamante migliore), Pino Pascale (Diamante futura). C’era inoltre Giambattista Salerno del movimento Per una Diamante migliore. E, ovviamente, c’era il sindaco di Diamante, Gaetano Sollazzo. Nella sua stanza in municipio si è svolto l’incontro chiarificatore.

Le sue risposte si sono concentrate dapprima sulla richiesta dei parcheggi per disabili che Diamante migliore ha sostenuto con un progetto di regolamento in 6 articoli per per l’istituzione e la concessione di spazi di sosta generici e personalizzati per disabili. “Il documento – spiegano – dopo aver attraversato le apposite commissioni doveva essere all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale per l’approvazione o meno ma è stato depennato senza alcuna motivazione ufficiale”.

“Il regolamento – ha risposto Sollazzo – lo abbiamo ritenuto lacunoso. Quindi lo rivedremo con il garante comunale per le disabilità e sarà portato in discussione al prossimo consiglio comunale utile. Nel giro di un mese, dunque. Su questa questione – ha poi specificato il primo cittadino – si sta facendo demagogia. Io ringrazio per la proposta, ma su argomenti così seri bisogna portare in consiglio documenti perfetti”.

“C’era tutto il tempo per integrare la nostra proposta di regolamento” hanno controbattuto Cauteruccio e Amoroso, ma a questo punto Sollazzo ne ha fatto apertamente una questione di volontà politica dell’amministrazione comunale per la quale ha chiesto rispetto.

Poi, si è passati alla vicenda delle operatrici del servizio assistenziale per i disabili a scuola. Si tratta di alcune ragazze della coop Aion che ieri – a detta loro – dopo 3 mesi di attività, si sono ritrovate senza lavoro e senza spiegazioni plausibili da parte dei propri referenti. Ma – si è appreso nel corso dell’incontro – il Comune di Diamante aveva provveduto ad affidare il servizio ad Aion fino alla data del 22 settembre poiché era già programmato l’affidamento, dal 2016 in poi, all’Aias locale con il quale da poco è stata conclusa una transazione. L’Aias ottiene gratis una sede in alcuni locali comunali in cambio di servizi concordati con l’ente. Tra questi, appunto, l’assistenza scolastica ai disabili.

“Dal 1° gennaio – la risposta di Sollazzo – l’Aias subentrerà nella fornitura del servizio in questione e in altri. Il fatto che l’affidamento ad Aion scadesse il 22 dicembre era cosa nota. È scritto nel decreto. I responsabili della coop non potevano non sapere. A me dispiace – ha aggiunto il sindaco di Diamante – poiché dalle scuole mi hanno riferito che in questi tre mesi avete (le operatrici Aion, ndr) svolto un lavoro egregio”.

Proprio qui le rimostranze tanto delle dirette interessate, quanto dei consiglieri di minoranza che hanno citato un indirizzo giurisprudenziale volto alla tutela dei diritti dei disabili garantendo la continuità assistenziale nel tempo e nella forma. In sintesi: chi inizia il servizio nel corso di un anno scolastico, dovrebbe proseguirlo per tutto il tempo in questione. Questo onde evitare traumi alle persone interessate. Tanto più se si tratta di bambini.

“Sulla questione della continuità – ha risposto Sollazzo – mi sono confrontato con figure del settore che sostengono che nel giro di un paio di giorni dal cambio di assistente le cose tornano alla normalità. Tuttavia – si è poi rivolto alle operatrici presenti – ho parlato con il presidente dell’Aias che mi ha paventato la possibilità di essere scoperto al momento in questi ruoli. Chiederò che, in questo caso, prenda voi fino a maggio”.

Una promessa, una proposta che però non è andata giù all’altra parte. Diamante migliore ha sottolineato come l’Aias non avrebbe alcun vantaggio ad assumere altro personale per un servizio che deve prestare a guadagno zero. Il consigliere Pascale ha poi aggiunto che, visti i termini della transazione tra ente e Aias, a suo modo di vedere la questione dell’avvalersi delle 6 operatrici ora disoccupate doveva essere imposta e non proposta.

Ma, anche qui, c’è da fare i conti con la volontà politica della quale Sollazzo non ha fatto mistero chiarendo anche di essere conscio che comporta conseguenze e responsabilità da assumersi.

Insomma se ne discute. Politicamente o meno. Ma in entrambi i casi ne pagano le conseguenze le persone protagoniste, loro malgrado, di queste vicende. Le sei operatrici, ad esempio, che molto probabilmente non avranno il loro lavoro. Se lavoro si può chiamare svolgere un compito delicatissimo per 12 ore settimanali a 350 euro mensili, qualcuna anche per un periodo di tre anni. Il piccolo disabile che molto probabilmente avrà alla fine il posto auto riservato sotto casa. Ma tra qualche mese, quando la volontà politica sarà compiuta.

Alleluja! Ma che Natale amaro.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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