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Tela del ragno, Facciolla: “Paolani cresciuti a pane e sangue”


Primi stralci della requisitoria del PM Eugenio Facciolla nel troncone cosentino di Tela del ragno sugli omicidi della faida di ‘ndrangheta a Paola negli Anni ’80 e ’90 e 2000.

PAOLA – “Paola è una città di gente cresciuta a pane e sangue. Di gente che non vedeva l’ora di annusare la canna del fucile con cui aveva sparato“.

Iniziata la requisitoria del pubblico ministero Eugenio Facciolla nel troncone cosentino, sette omicidi e venti imputati, del processo Tela del ragno contro i vertici della ‘ndrangheta del Tirreno cosentino. Ovvero i due clan in lotta per l’egemonia sul territorio: quello guidato dalla famiglia Serpa, federato con la famiglia Bruni di Cosenza e gli Zingari, e l’altro guidato dalle famiglie Scofano, Martello e La Rosa, federato a quello dei Lanzino – Cicero di Cosenza.

Una mole di intercettazioni senza precedenti che “tratteggia una situazione pazzesca” ha detto in aula Facciolla. Sette i pentiti che con le loro rilevazioni hanno consentito di dare una precisa fisionomia all’accusa nel procedimento. “Senza di loro – ancora il PM – questa indagine non sarebbe stata possibile”.

Un processo ha spiegato Facciolla nel ripercorrere alleanze e tradimenti “pieno di gentaglia. Gente che si alleava ma che pensava già a spararsi”.

E poi il Comune di Paola: “I mafiosi a Paola non dovevano più nemmeno chiedere. Erano tutti a disposizione facendo finta di non vedere”.

Il PM ha chiesto l’assoluzione per Tommaso Gentile in merito all’omicidio Sicoli. Si prosegue il 4 luglio.

A vantaggio dei lettori di Infopinione, riproponiamo l’approfondimento “Tela del ragno: uno speciale” realizzato nel 2015 in 5 puntate. Per consultarlo cliccate questo link tag

Speciale a cura di Francesco Storino

o cliccate su ogni singola puntata qui sotto

Numero 0: panoramica
Parte 1: la lealtà e la correttezza del Foro… E le richieste di assoluzione
Parte 2: La mafia è ancora presente. E non rispetta la vita
Parte 3: “L’Ospedale di Cetraro non si allinea all’Asp”
Parte 4: “Dal sogno del tessile alle estorsioni. Un territorio depredato”


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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