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Tela del ragno, Facciolla: “Ruolo centrale dei pentiti”


Gli omicidi di Tela del ragno in aula. “Molti hanno capito che un’altra via è possibile”. Nella e Mario Serpa sapevano che Ulisse e Giuliano Serpa si stavano pentendo. Nuovo attacco alle istituzioni dell’epoca.

PAOLA – “Il Tirreno cosentino in questi anni è stato gravemente condizionato dalle cosche presenti sul territorio. E nel paolano per troppo tempo le istituzioni sono state drammaticamente assenti“.

Eugenio Facciolla nella requisitoria di Tela del ragno a Cosenza, dove si procede per sette omicidi, è poco tenero con gli enti.

“Queste assenze – ha aggiunto – hanno condizionato l’intera collettività. Paura e omertà. Sul territorio vi era un condizionamento tale da rendere difficilissima ogni indagine. A Paola siamo di fronte a una guerra di mafia. Lo dicono anche le sentenze. In questo contesto assumono rilevanza anche fatti apparentemente di poco conto che però tradiscono un contesto gravemente infiltrato”.

Sui collaboratori di giustizia: “Molti di loro hanno dichiarato di essersi pentiti dopo aver fatto la scuola in carcere. Questo fa capire che un’altra via è possibile”. È il caso degli affiliati alla cosca degli Zingari. L’inchiesta che affonda le radici negli anni ’80 e ’90 ha consentito di appurare che non c’erano solo i Serpa. “L’emersione delle seconde linee: Calvano, Tundis, Besano, e poi ancora Ditto e Scofano creano nuovi equilibri, o meglio squilibri come dimostrano omicidi e tentati omicidi”.

I cosentini cercano di imporre la pace ma non ci riusciranno. Sull’omicidio Maiorano: “Non siamo riusciti a impedirlo ma abbiamo reagito subito. Dopo un anno avevano arrestato tutti”. I tentativi di condizionamento. “Addirittura in questo processo un perito è stato deferito alla procura per alcune stranezze nella sbobinatura delle intercettazioni”. E sempre sulle intercettazioni: Nella Serpa riferiva a Mario Serpa tutto quello che succedeva a Paola. “Vennero a sapere in anteprima del pentimento di Giuliano e Ulisse Serpa”.

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About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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