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Maratea, l’Asp attiva servizio su intolleranze gastrointestinali


All’ospedale di Maratea sabato 4 giugno alle 10 e 30 l’Asp di Potenza lancia il servizio di diagnosi delle intolleranze gastrointestinali con metodo H2 breath test.

MARATEA – L’Azienda sanitaria di Potenza attiva il nuovo servizio sanitario sulle intolleranze gastrointestinali con il metodo H2 breath test per l’area del Lagonegrese – Senisese.

A tale scopo – informa l’azienda –, sabato 4 giugno è in programma un’incontro di presentazione, alle 10 e 30 presso l’ospedale di Maratea. Nell’occasione il direttore sanitario dell’Asp, Massimo De Fino, presenterà il servizio effettuato dalla dottoressa Sandra Piscioneri nell’ambito dell’ambulatorio di Allergologia.

“In molti anni di esperienza presso le strutture Asp – spiega la Piscioneri – mi sono trovata ad affrontare problematiche legate a disturbi gastroenterologici dovuti ad intolleranza al lattosio. Da qui è nata l’idea di effettuare un ambulatorio dedicato a questa tipologia di intolleranze, idea prontamente recepita ed approvata dalla direzione strategica dell’Asp che mi ha subito messo a disposizione la strumentazione idonea per effettuare l’H2 breath test che è un mezzo diagnostico non invasivo e con una sensibilità estremamente elevata. Con il nuovo servizio sarà soddisfatta la domanda del territorio e recuperati quei pazienti costretti a rivolgersi altrove”.

All’incontro di sabato sarà presente anche il sindaco di Maratea, Domenico Cipolla.

Ecco alcune nozioni fornite dall’Asp di Potenza sul test. “Si può definire intolleranza alimentare una reazione avversa agli alimenti non sostenuta da meccanismi immunologici. La presenza di una sintomatologia molto spesso sovrapponibile a quella dovuta alla risposta allergica, ha contribuito a generare non poca confusione tra i due termini.
Attualmente si riconoscono tre tipi di intolleranze: intolleranze enzimatiche, intolleranze farmacologiche e intolleranze dovute a meccanismi sconosciuti o pseudoallergie. Tra le intolleranze enzimatiche sicuramente la più frequente è l’intolleranza al lattosio, disaccaride contenuto principalmente nel latte. Essa è una reazione di tipo non allergico da attribuirsi alla mancanza o riduzione degli enzimi deputati alla digestione dello zucchero contenuto nel latte e i suoi derivati. Questi enzimi, presenti nell’orletto a spazzola delle cellule intestinali e chiamati lattasi, sono deputati alla scissione del lattosio nei due zuccheri che lo costituiscono: il galattosio ed il glucosio.
L’intolleranza al lattosio può essere primaria e manifestarsi sin dalla prima infanzia oppure secondaria ad infezioni e mutazioni dietetiche. Dati epidemiologici riportano che fino al 50 percento della popolazione adulta possa soffrire di tale condizione.
Si manifesta con sintomi gastrointestinali quali flatulenza, meteorismo, crampi e diarrea.
L’iter diagnostico prevede l’esecuzione di visita medica per escludere l’eventuale presenza di altre patologie gastrointestinali, se necessari prelievi ematici per esami sierologici specifici, ma il test più idoneo ad effettuare la diagnosi di eventuale intolleranza al lattosio è il Test del respiro all’idrogeno (Breath Hydrogen Test).
Il test si basa sul principio secondo cui le molecole di lattosio non digerite vengono attaccate dalla flora batterica intestinale, producendo una quantità di idrogeno superiore che in parte viene assorbito nel colon e in parte viene eliminato con la respirazione. Si somministra lattosio e si esegue il test facendo respirare a tempi stabiliti il paziente mediante un’apposita apparecchiatura (Gastrolyzer); se il paziente è intollerante sarà possibile rinvenire una quota di idrogeno nel respiro esalato, superiore rispetto a quella riscontrata prima della somministrazione. Il test è estremamente sensibile (98percento) non invasivo e può essere effettuato anche dai soggetti pediatrici. Inoltre la stessa apparecchiatura consente di effettuare anche la diagnosi di esclusione verso la presenza di altre patologie gastrointestinali quali la Sibo (Small intestinal bacterial overgrowth o Sovraccrescita batterica intestinale) o la valutazione del tempo di transito oro-cecale sempre misurando il livello di idrogeno contenuto nell’espirato dopo somministrazione di glucosio o lattulosio.


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