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Buonvicino, condannato l’ex direttore delle Poste


Condannato per appropriazione indebita a un anno e sei mesi Agostino Chiappetta, ex direttore dell’ufficio postale di Buonvicino.

PAOLA – Condannato a un anno e sei mesi l’ex direttore delle poste di Buonvicino.

La sentenza a carico di Agostino Chiappetta è giunta mercoledì mattina, 1° giugno 2016, in Tribunale riunito in composizione collegiale e presieduto da Paola Del Giudice. Oltre che al pagamento della provvisionale di 20mila euro, comprensiva dell’importo che sarebbe stato indebitamente trattenuto dallo stesso, il collegio lo ha inoltre condannato alla liquidazione delle spese. Il reato è stato comunque riqualificato in appropriazione indebita. A giudizio si è costituito il figlio dell’uomo vittima del raggiro, Pietro Cauteruccio, rappresentato dall’avvocato Battista Greco del foro di Paola.

Il direttore dell’ufficio postale di Buonvicino era finito a giudizio con l’accusa di aver truffato un investitore, oggi deceduto e all’epoca novantenne. I fatti risalgono al 2010. In pratica avrebbe cambiato i buoni senza dare al cliente gli interessi. Interessi consistenti ammontanti a circa 15mila euro. Agostino Chiappetta in particolare il 22 maggio 2010 aveva ricevuto nel suo ufficio Felice Antonio Cauteruccio.

“L’investitore – scrive la Procura ricostruendo i fatti – si era presentato allo sportello per avere il rimborso dei buoni fruttiferi postali n. 710 e n.711 dell’importo di un milione ciascuno di vecchie lire. Chiappetta riferiva al cliente che essendo sabato non vi erano soldi disponibili per il rimborso e che era comunque necessaria la conversione in euro dei buoni. Ritirava pertanto i due buoni e consegnava a Cauteruccio un nuovo buono postale dal valore di euro 2.200,00 con scadenza il 22 novembre 2011, senza quindi corrispondere alcuna differenza in contante. Lasciava così intendere che vi fosse esatta corrispondenza tra disinvestito e reinvestito”.

Il direttore si appropriava così, secondo le indagini della Procura di Paola, della somma di 14.175,86 euro. “Somma costituente – spiega l’accusa – la differenza tra il valore maturato nel tempo dai due buoni fruttiferi, pari ad euro 16.375,86, ed il valore del nuovo buono emesso. Somma di cui aveva la detenzione per ragioni di ufficio essendo il denaro affidato alla custodia delle poste italiane per conto del privato investitore”.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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