Home / CRONACA / Sangineto, cane ammazzato: la giustizia farà il suo corso

Sangineto, cane ammazzato: la giustizia farà il suo corso


Petizione on-line paventa impunibilità dei 4 giovani di Sangineto che hanno ucciso un cane e chiede interventi alla procura. Da ambienti investigativi: “Pagheranno conseguenze del loro gesto”.

SANGINETO – I quattro giovani che lo scorso 25 giugno sono stati denunciati a piede libero con l’accusa di uccisione di animali in concorso, nel caso specifico di un cane, pagheranno le conseguenze del loro gesto scellerato.

È quanto filtra oggi da ambienti investigativi ed in risposta a una petizione on line, lanciata sul sito Change.org intitolata: “Sanzionate i responsabili dell’uccisione di un cane impiccato e bastonato a Cosenza”.

La raccolta firme, lanciata da un pubblico cittadino, ha già raccolto oltre 20mila sostenitori. Chiede alla Procura della Repubblica di Paola che si prendano provvedimenti. “I responsabili – scrive l’estensore – nonostante siano stati identificati non hanno ricevuto alcuna sanzione. Vogliamo giustizia. E che la legge per la tutela degli animali venga rispettata. Chiediamo che i responsabili vengano puniti come prevede la legge”.

In realtà – ci è stato spiegato – la legge farà il suo corso. Come detto, i quattro giovani, tutti ventenni, sono attualmente denunciati a piede libero. Il reato contestato non prevede infatti l’arresto o il fermo, neanche in circostanza di flagranza che comunque, nel caso in esame, non sussiste. Le indagini infatti sono partite solo dopo la segnalazione del video realizzato dai quattro indagati.

Intanto, la procura di Paola ha avviato indagini preliminari all’esito delle quali eserciterà o meno azione penale. Un caso del genere – ci è stato inoltre chiarito – sarà trattato in tempi brevi, vista la dimensione contenuta dell’ufficio di procura.

Non ci sarebbero, dunque, pericoli che il procedimento non abbia un seguito. Il reato contestato è stato inoltre recentemente aggravato con l’inserimento nell’ambito penale e la previsione di punizione carceraria. “Chiunque – recita l’articolo 544 bis del codice penale italiano – per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni”. Nello stesso ambito penale è inserito anche il semplice maltrattamento di animali (articolo 544 ter).

Il reato è considerato di pericolosità sociale grave. Un’eventuale procedimento a carico degli indagati, poi, potrebbe condurre a una condanna che dovrà tenere conto di molti elementi quali motivazioni del gesto, condotta dei soggetti e eventuali precedenti a loro carico.

La petizione lanciata per chiedere giustizia su questo caso è stata inoltre estesa all’attenzione di alcune sigle animaliste. Tra queste, la Lega nazionale per la difesa del cane che – con un comunicato stampa – ha fatto sapere che sporgerà denuncia e, in sede processuale, si costituirà parte civile.

“Questa infelice creatura – dice Piera Rosati, presidente Lndc – che abbiamo voluto chiamare Gegè per ricordarlo con un’identità, reclama che sia fatta giustizia e come lui tutte le altre vittime di uomini perversi e senza cuore”.

I fatti. Da quanto segnalato dalla forze dell’ordine si è appreso che, nei giorni scorsi, quattro giovani di Sangineto hanno ucciso un cane impiccandolo ad un albero e colpendolo con una mazza ferrata. Hanno inoltre ripreso la loro azione e postato il video su Facebook.

I quattro, sono stati identificati dai carabinieri della stazione di Cittadella del Capo di Bonifati e denunciati per il reato di uccisione di animali in concorso.

Dalle valutazioni sui primi elementi emersi nel corso dell’attività svolta dall’Arma, gli indagati avrebbero agito in questo modo allo scopo di punire l’animale per la morte di due capre di proprietà di alcuni del branco.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

Check Also

Maratea, pescatori e ristoratori al lavoro sul Garum

Assopescatori, Wwf e Laboratorio gastronomico di Maratea lanciano l’idea progettuale: riscoprire e produrre la salsa …

One comment

  1. Non ho parole ,ho sentito il lamento di quel povero cucciolo e mi si è spezzato il quore !!!tutto questo dovrebbe essere considerato come un vero e proprio omicidio !!!!!!mi dispiace molto per il cane davvero!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Materiale protetto da copyright