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Tela del ragno, in assise chiesti 14 ergastoli


In Corte d’assise il PM Facciolla ha concluso la sua requisitoria. Chiesti 14 ergastoli e condanne dai 12 ai 15 anni per i tre pentiti nel processo sugli omicidi di ‘ndrnagheta.

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PAOLA – Per anni la ndrangheta ha ragionato solo con pistole e fucili.

Picciotti, capo clan e “cani sciolti” sono stati ammazzati per imporre il predominio in un piccolo limbo di territorio costiero o per vendetta. 14 fine pena mai e 39 anni totali per i tre pentiti del processo Tela del Ragno.

Al termine della requisitoria in Corte d’assise a Cosenza, l’ex applicato alla direzione distrettuale antimafia Eugenio Facciolla ha chiesto il carcere a vita per coloro i quali ritiene responsabili o corresponsabili nei sette omicidi contestati. Sono tre le richieste di assoluzione: Tommaso Gentile, Mario Matera e Luca Bruni (per morte del reo).

Il PM nel corso delle tre udienze avute a disposizione ha offerto uno spaccato ancora attuale del contesto in cui si trova ad operare la ‘ndrangheta. Ha parlato di istituzioni assenti, condizionamenti, poca collaborazione e omertà. Si è soffermato sugli omicidi oggetto del processo che hanno lasciato una indelebile scia di sangue. Dal 1979 al 2004 sono stati ricostruiti quei delitti che descrivono il tentativo di egemonia operato sul territorio delle bande rivali.

Per l’omicidio di Salvatore Imbroinise sono imputati Giuliano Serpa, Mario Martello, Giuseppe Lo Piano, Gennaro Ditto e Paolo Brillantino. Per quello di Carmine Chianello unico imputato è Paolo Brillantino (con la partecipazione del deceduto Antonello La Rosa). Per l’omicidio di Giovanni Serpa invece è Vincenzo Dedato, per quello di Pietro Serpa sono Gennaro Ditto, Pietro Crivello e Mario Martello. Per il boss Luciano Martello il “commando” omicida è composto da Nella Serpa, Livio Serpa, Giuliano Serpa, Ulisse Serpa, Giancarlo Gravina, Luca Bruni, Giovanni Abruzzese, Umile Miceli, Francesco Tundis, Mario Mazza e Fabrizio Poddighe. Per l’omicidio di Rolando Siciliano imputati sono Nella Serpa, Livio Serpa, Francesco Tundis, Mario Mazza e Fabrizio Poddighe, mentre per aver ammazzato Pietro Luigi Sicoli è accusato Giacomino Guido.

Storie divenute ormai conosciute, grazie anche alle ricostruzioni dei collaboratori di giustizia. Da Ulisse e Giuliano Serpa (imputati nel procedimento e che in molti casi si sono autoaccusati) a Franco Pino e Edyta Kopaczynska, e poi ancora Silvio Gioia, Mattia Pullicanò, Maurizio Giordano, Angelo Colosso, Vincenzo Dedato, Ernesto Foggetti, Adolfo Foggetti, Gennaro Bruni, Adamo Bruno per finire agli ultimi in ordine cronologico Franco Bruzzese e Daniele Lamanna. Ben 15 pentiti per ricostruire il mosaico criminale.

Queste le pene richieste ieri da Facciolla: Paolo Brillantino ergastolo, Luca Bruni assolto per morte del reo, Valerio Salvatore Crivello ergastolo, Vincenzo Dedato 12 anni, Gennaro Ditto ergastolo, Giovanni Abruzzese ergastolo, Tommaso Gentile assoluzione, Giancarlo Gravina ergastolo, Giacomino Guido ergastolo, Giuseppe Lo Piano ergastolo, Mario Martello ergastolo, Mario Matera assoluzione, Mario Mazza ergastolo, Umile Miceli ergastolo, Fabrizio Poddighe ergastolo, Giuliano Serpa 15 anni, Livio Serpa ergastolo, Nella Serpa ergastolo, Ulisse Serpa 12 anni, Franco Tundis ergastolo.



About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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