Home / IN PRIMO PIANO / La Turchia, internet e i colpi stato. Attualizzare Luttwak?

La Turchia, internet e i colpi stato. Attualizzare Luttwak?


OPINIONE ||| Il golpe è la negazione della democrazia. Ma quel che è avvenuto in Turchia dovrebbe indurre a una riflessione differente se un’esercito difende la laicità di uno Stato.

green multiservice disinfezione

COSENZA – Neanche i golpe sono più quelli di una volta.

Per difendere la laicità dello Stato voluta da Kemal Atatürk nel 1922, creando un caso ancora unico nell’Islam, l’esercito è intervenuto tre volte: nel 1960, nel 1971 e nel 1980. Con successo.

Stavolta molta acqua ha attraversato i ponti del Bosforo e le cose sono andate diversamente. Tanto più che nella società della comunicazione globale si alimenta la confusione attraverso l’informazione: in questo momento, tra l’altro, non siamo assolutamente in grado di sapere come siano andate effettivamente le cose, a cominciare da dove fosse Erdogan nelle ore cruciali e perché la Germania abbia negato l’atterraggio invitandolo a tornare in patria (ma è stato davvero così? Ndr).

Sono passati 36 anni dall’ultimo intervento militare in Turchia e le modalità sono state le stesse di quelle applicate in precedenza e che Edward Luttwak scolpì nel suo “Strategie di un colpo di stato”, anno di grazia 1968: controllo della televisione, presenza nelle strade, blocco degli aeroporti e delle vie principali.

Poiché nel frattempo è arrivata internet (che nasce da un progetto del Pentagono: ricordate? Ndr), Erdogan è riuscito a superare l’embargo comunicativo con il suo smartphone, incitando la gente a scendere in piazza.

Non penso affatto che il colpo di stato sia fallito a causa dell’opposizione popolare, ma da qualche altro meccanismo che si sarà inceppato. In tutto il mondo in queste ore il dibattito ferve. Il golpe è la negazione della democrazia. Giustissimo. Ma che democrazia è quella in cui se non vinci le elezioni, ritorni alle urne dopo aver chiuso giornali e tartassato le opposizioni, ribaltando il risultato?

I rimedi molto spesso sono peggiori del male. Anche questo è sacrosanto. Ma siamo alla presenza di un regime ambiguo, non solo nei riguardi dei diritti umani (altra invenzione ideologica da contestualizzare e sulla quale riflettere, ndr) ma sopratutto nei confronti del terrorismo e della criminalità.

L’eventuale entrata della Turchia renderà l’Unione Europea ancora più fluida e coesa? Nella notte del 15 luglio 2016, una parte dell’esercito ha inteso rievocare i principi di Atatürk, di fronte ad una islamizzazione che è ormai evidente e per nulla strisciante. I generali ribelli sono stati sconfitti, ma non per questo significa che siano loro gli intestatari di tutti i torti.

Oggi siamo di fronte ad una crisi così evidente, che paradossalmente anche i golpe possono rappresentare una rinascita della democrazia?



About Mario Caligiuri

È professore di prima fascia all'Università della Calabria dove insegna pedagogia della comunicazione e dirige il Master in Intelligence, il primo del genere avviato in un ateneo pubblico italiano. Tra le sue ultime pubblicazioni, "La formazione delle Élite. Una pedagogia per la democrazia", "Intelligence e scienze umane. Una disciplina accademica per il XXI secolo" e "Cyber Intelligence. Tra libertà a sicurezza". Ha insegnato e insegna in università pubbliche e private e nelle alte scuole dello Stato. Giornalista pubblicista, è stato editorialista del Quotidiano Nazionale. Impegnato nelle istituzioni, ha ricoperto i ruoli di sindaco di Soveria Mannelli, assessore alla Cultura della Regione Calabria e presidente degli assessori regionali alla cultura d'Italia.

Check Also

Ripartizione fondi Mes: I falsi innamorati del Sud

LOSCRIVITÙ ||| Il Nord fa bene a pretendere, mentre il Sud non ha rappresentanti capaci …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Materiale protetto da copyright