Tra venerdì e martedì il responso del tribunale delle libertà di Catanzaro sulle richieste della difesa del Re del Pesce, Franco Muto e sugli altri indagati dell’operazione Frontiera.

CATANZARO – Il tribunale delle libertà di Catanzaro deciderà domani o martedì prossimo sulle richieste di scarcerazione avanzate dai legali di Franco Muto, boss dell’omonima cosca di Cetraro, arrestato nell’ambito dell’operazione Frontiera della Dda.
Il Tdl, nell’udienza di ieri, si è riservato in merito anche per quanto riguarda gli altri indagati. Sinora, solo Angelo Casella, difeso dagli avvocati Sabrina Maratea, Giuseppe Pizzimenti e Italo Guagliano, ha ottenuto l’accoglimento del riesame anche se, va specificato, lo stesso non era in carcere poiché latitante.
I domiciliari sono stati concessi ad Antonietta Galliano, difesa da Rossana Cribari. Scarcerata anche Maria Iacovo, rappresentata da Giuseppe Bruno. Sono inoltre cadute alcune contestazioni per associazione mafiosa nei confronti di altri due imputati. L’ordinanza istruita dai pubblici ministeri Gratteri e Luberto in definitiva sta tenendo bene dinanzi al tribunale delle libertà.
Nell’udienza di ieri mattina,come detto, davanti ai giudici si è discusso anche della posizione di Franco Muto, il Re del pesce. Tra l’altro, per quanto riguarda i reati in esame e in particolare il traffico di droga, hanno relazionato i pubblici ministeri applicati alla Dda, Luberto e Prontera.
Il ruolo di Muto in questa ordinanza viene rilevato in qualità di promotore con compiti di direzione di tutta l’attività della cosca e con compito di difendere e ampliare, anche in Basilicata e Campania, il proprio monopolio. Sarebbe invece stato affidato a Emilio Iacovo, quale organizzatore, il compito di sovrintendere al traffico di narcotici procurando e gestendo nuovi canali di approvvigionamento di stupefacenti e di mettere in piedi le piazze di spaccio selezionando e rifornendo i grossisti della consorteria. Sempre per droga le posizioni di Vito Gallo, nel Vallo di Diano, Guido Maccari e Franco Cipolla.
Ieri, in aula, il collegio difensivo era composto tra gli altri dagli avvocati Giuseppe Bruno, Nicola Guerrera, Armando Sabato e Giuseppe Bello.

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