Home / IN PRIMO PIANO / Sanità, in Basilicata elisoccorso H24

Sanità, in Basilicata elisoccorso H24


La riforma sanitaria in atto in Basilicata prevede l’elisoccorso H24 in tutti i comuni. Parte il censimento delle aree da mettere a disposizione per gli atterraggi.

aronne pasticceria marcellina santa maria cedro calabria

POTENZA – Elisoccorso H24: per i legislatori lucani un must della riforma sanitaria in atto in Basilicata.

Dell’implementazione del servizio di emergenza-urgenza pensata organizzando aree di atterraggio in tutti i 131 comuni, di giorno e di notte, si è discusso in Regione con i sindaci.

Ai primi cittadini dei centri non dotati di elisuperficie, praticamente quelli in cui non è presente una struttura ospedaliera, è stato chiesto di individuare e mettere a disposizione superfici comunali per ospitare gli atterraggi delle eliambulanze.

In particolare impianti sportivi, aree industriali dismesse, parcheggi non utilizzati. Insomma: qualsiasi area in cui gli spazi facilitano le manovre degli elicotteri. Una circostanza, quest’ultima, che aiuta ad abbattere i costi.

I municipi dovranno anche fornire informazioni circa lo stato delle aree scelte, sulla sicurezza dei voli, sulla presenza o meno di ostacoli. Inoltre, dovranno predisporre l’impianto di illuminazione e di alimentazione dello stesso, sostenendone i costi di realizzazione e di gestione.

Ma agli amministratori è chiesto anche il coinvolgimento di associazioni e volontari che materialmente operino, secondo protocolli e procedure di sicurezza, per il funzionamento dell’elisuperficie una volta realizzata.

La Regione stilerà dunque un censimento di queste superfici nel mentre si è già impegnata per l’acquisto di nuovi mezzi aerei da dotare di personale e attrezzature. Il costo per l’operazione eliambulanza per la sperimentazione dai 6 ai 9 mesi – è stato chiarito – è di circa 900mila euro.

Attualmente il servizio di elisoccorso, in Basilicata, è garantito solo nelle ore diurne e gli atterraggi sono possibili solo in alcuni comuni. Il volo notturno, dunque, si prefigura come servizio aggiuntivo.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

Check Also

belvedere marittimo alert system

Belvedere Marittimo, il Comune lancia Alert System

Registrandosi a un portale o scaricando una App è possibile ricevere messaggi di allerta e …

One comment

  1. C’è chi guarda avanti pensando alle necessità dei cittadini in chiave moderna, oserei dire futurista come in questo caso. Poi c’è chi , ben lungi dall’avanzare per coprire le necessità sanitarie, fa di tutto per convincere la gente a morire senza rompere le scatole con inutili, superflue, logiche e giuste, richieste di un minimo di copertura sanitaria. Se venisse approvato il protocollo H12 per il pronto soccorso di Praia saremmo al collasso totale. Pare che il servizio di assistenza acuti o traumatizzati passerà in toto al 118, col rafforzamento della struttura privata di Belvedere… Nessuno pare fare caso al fatto che le ambulanze del 118 non sono autorizzate a portare i pazienti verso queste strutture, per cui il punto di appoggio più prossimo rimarrebbero Cetraro o Paola, con successivo, quasi obbligatorio, appoggio all’Annunziata di Cosenza. Basterebbe visitare i PS di queste strutture per rendersi conto che morire per proprio conto è meno doloroso, e offensivo, che rischiare la morte nei vari passaggi da un PS all’altro o nel corso del trasporto, lungo nei tempi e lungo nel percorso. Quanto all’eventuale, ma impossibile qui da noi, potenziamento dell’elitrasporto, già la richiesta di partecipazione ai Comuni presumibilmente interessati è un insulto alla situazione finanziaria degli stessi.
    Oltre al menefreghismo (politico) di alcuni amministratori che evitano di compromettersi con impegni in contrasto con le direttive dall’alto. Trebisacce ha ottenuto quello che voleva solo per la radicalizzazione del problema e dall’unicità di intenti dei Sindaci dell’alto Jonio cosentino. Si era parlato di restituzione delle fasce come forma di protesta civile, che avrebbe trovato concordi tutti i cittadini; un gesto simbolico col valore aggiunto della partecipazione delle basi elettorali, senza distinzione di colori o ideologie. Sappiamo come è andata a finire.
    Dobbiamo morire? e così sia.

error: Materiale protetto da copyright