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Paola, il comune sfratta il Cpia


Il Centro provinciale istruzione adulti fuori dalla sede di viale della Libertà. La struttura dovrebbe ospitare la nuova sede dell’Agenzia delle entrate.

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PAOLA – “Il comune di Paola, con decisione unilaterale, ha disposto lo sfratto della sede locale del centro istruzione adulti”.

La dirigenza del centro provinciale istruzione degli adulti non vuole privarsi del suo patrimonio. E il ventilato spostamento dell’agenzia delle entrate nei locali della scuola di viale della Libertà adesso si complica.

Il vice sindaco Francesco Sbano aveva invece parlato di accordo raggiunto. Di altro avviso il dirigente scolastico del Cpia, Rosita Paradiso: “Pur avendo sollecitato per iscritto un incontro interistituzionale per negoziare la soluzione al problema, il dirigente non ha ricevuto, ad oggi, alcun riscontro formale. Appare sbalorditivo ed inconsueto che in data 11 agosto il sindaco di Paola, Basilio Ferrari, con comunicazione via Pec, abbia intimato al dirigente scolastico Paradiso di riconsegnare entro quindici giorni i locali del Cpia, senza alcuna offerta di sistemazione alternativa, per giunta all’approssimarsi del nuovo anno scolastico. Eppure la normativa è chiara: fino alla scuola secondaria di primo grado i comuni stabiliscono sì il piano di utilizzazione degli edifici e di uso delle attrezzature, ma d’intesa con le scuole”.

Quindi l’affondo all’amministrazione comunale: “Ignora che il Cpia è una tipologia di istituzione scolastica autonoma (DPR 263/2012, art. 2, c. 1) che realizza un’offerta formativa finalizzata a favorire e sostenere l’innalzamento dei livelli di istruzione della popolazione adulta, secondo le intenzioni del Miur. In altri termini, il centro è una scuola dello Stato italiano esattamente come qualunque altra scuola di primo e secondo grado”.

In particolare, la sede associata di Paola, di cui è responsabile Salvatore Belsito, da quasi vent’anni costituisce un punto di riferimento per l’utenza adulta del territorio: “La sede è tra quelle più attrezzate grazie all’utilizzo, oculato e competente, dei fondi europei che hanno consentito di dotarla di sussidi, arredi e laboratori, nonché di impianti dati, fonia ed allarme. Non è certo intenzione della dirigenza rinunciare a tale patrimonio scolastico. Sarebbe opportuno che il comune valuti attentamente i costi dell’eventuale trasferimento delle attrezzature sopra citate che il Cpia, in quanto scuola pubblica, non è tenuto a sostenere”.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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