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Frontiera, riesame: Michele Rizzo non avvertì Muto


Decisione del riesame: nessuna certezza che Michele Rizzo avrebbe avvisato Muto di essere video sorvegliato. L’avvocato riabilitato alla professione.


PAOLA – Frontiera, il tribunale del riesame ha annullato l’ordinanza del Gip relativa alla posizione dell’avvocato Michele Rizzo.

Manca la gravità indiziaria. In poche parole le accuse formulate sarebbero poco consistenti e per tale motivo il giudice dichiara cessata la misura di interdizione dell’esercizio della professione del già legale della famiglia Muto.

Secondo le indagini il “Re del pesce”, Franco Muto, sarebbe stato avvisato della presenza di un apposito sistema di videosorveglianza nel piazzale antistante la ditta Eurofish di Andrea Orsino sita a Cetraro. Per l’accusa sarebbe stato l’avvocato Rizzo ad avvisare i Muto. È questo quanto emergerebbe, sempre secondo i PM della Dda, dai discorsi intercorsi e intercettati tra Franco Muto e la compagna Maria Teresa Sorbo.

Muto confiderebbe alla donna della presenza di questa telecamera e di essere stato avvisato della sua presenza da un legale. Ma secondo il riesame molte cose non coincidono e non ci sarebbe nessuna certezza che l’avvocato Rizzo avrebbe avvisato Muto.

“L’accertata carenza di gravità indiziaria – scrivono i giudici del riesame – esonera il collegio della verifica della necessità di esigenze cautelari dal primo giudice prefigurate e con riguardo al pericolo di reiterazione della condotta criminosa”.

L’avvocato Rizzo era difeso dai colleghi del foro di Paola Vito Caldiero junior, Errico Vaccari e Nicola Guerrera.

In precedenza inoltre il riesame aveva rigettato l’appello della procura relativo agli amministratori giudiziari. Lo stesso era stato proposto dai PM contro il provvedimento di rigetto del Gip sulla richiesta di misura interdittiva dall’esercizio della professione nei confronti di Giuseppe Bosco, Gennaro Brescia, Salvatore Baldino e Gianluca Caprino.

L’appello secondo il riesame è stato tardivo ed ha accolto le istanze del collegio difensivo degli indagati composto dagli avvocati Gian Michele Bosco, Sergio Rotundo e Ioppoli.

Contro le decisioni del riesame inoltre ricordiamo che sarà possibile fare appello per Cassazione. E già i legali hanno prodotto i loro ricorsi. Si rimane in attesa della fissazione di udienza. L’indagine istruita dalla Dda di Catanzaro è ancora alle prime battute perché si rimane inoltre in attesa dell’udienza preliminare.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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