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B&b irregolari, operazione dopo 4 mesi di indagini


Controlli anche sui fitti in nero. L’indagine di iniziativa della tenenza della guardia di finanza di Scalea partita a maggio e intensificata in estate. B&b autorizzati meno di quelli censiti on – line.


SCALEA – Il numero dei bed and breakfast autorizzati presso i comuni della Riviera dei cedri era palesemente inferiore a quello delle strutture reclamizzate nei siti specializzati presenti in internet.

Da questa semplice evidenza è partita a maggio scorso l’indagine della guardia di finanza di Scalea che nelle scorse ore ha condotto alla individuazione di molti B&b irregolari nei comuni della costa tirrenica. I responsabili sono stati sanzionati con multe fino a mille euro.

Muovendo dall’assunto di partenza, in questi 4 mesi i finanzieri della tenenza di Scalea hanno intensificato i controlli sul campo per verificare sul territorio di competenza quanto emerso in fase preliminare. Ovviamente le località balneari, quelle più popolate in particolare, sono finite da subito nel mirino degli investigatori.

L'indagine ha interessato i principali centri turistici della Riviera dei Cedri
L’indagine ha interessato i principali centri turistici della Riviera dei Cedri

Le fiamme gialle hanno potuto così riscontrare l’effettiva operatività di B&b privi delle autorizzazioni imposte dalla legge regionale. Una circostanza che costituisce un illecito oltre che base di una concorrenza sleale nei confronti degli operatori in regola. Tuttavia, l’attività della guardia di finanza è partita per iniziativa interna e non a seguito di denunce. Il controllo delle irregolarità nelle strutture ricettive costituisce infatti un intento delle fiamme gialle a livello nazionale.

A quanto si apprende le operazioni di investigazione avrebbero interessato anche il troncone dei cosiddetti “fitti in nero”, ovvero la locazione di appartamenti turistici, affittacamere e case vacanze. Anche in questo caso sono state riscontrate irregolarità diffuse anche se i dettagli non sono stati resi noti.

Pare però sia certo che siano state riscontrate violazioni di legge quali mancata dichiarazione al fisco, obbligatoria per periodi superiori ai 30 giorni di permanenza, ma soprattutto omissione della comunicazione delle persone alloggiate alle autorità di pubblica sicurezza. Quest’ultima è obbligatoria anche per le cosiddette seconde case ed indipendentemente dal periodo di permanenza.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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