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Paola, depurazione: Basilio Ferrari rinviato a giudizio


Maladepurazione: il sindaco di Paola rinviato a giudizio con l’ex dirigente Utc, Graziella Marra, e il responsabile della ditta Lao Pools, Marcelo Forte.


PAOLA – Il sindaco di Paola, Basilio Ferrari, l’ex dirigente dell’ufficio tecnico comunale, Graziella Marra, e il responsabile della ditta Lao Pools, Marcelo Forte, sono stati rinviati a giudizio ieri pomeriggio dal Giudice per le indagini preliminari Rosa Maria Mesiti.

I tre imputati sono difesi rispettivamente dagli avvocati Emilio Perfetti, Paolo Quercia, Sabrina Mannarino, Piero Pierri e Massimo Zicarelli. Dovranno presentarsi dinanzi al giudice il 5 aprile 2017.

I fatti riguardano il depuratore cittadino e tra i reati contestati c’è anche quello di danno all’ambiente (l’articolo 452 bis del codice penale) in vigore con la legge 68 del 22 maggio 2015 (solo nei confronti di Forte). Un reato grave per il quale si chiede per la prima volta la sua applicazione a Paola.

Ferrari, in qualità di sindaco è stato indagato per aver “omesso di attuare le funzioni di controllo e vigilanza sul depuratore, nonostante fosse stato ripetutamente avvisato dalla polizia giudiziaria del malfunzionamento e quindi omettendo di adottare i necessari provvedimenti di adeguamento strutturale”. Per lui l’avvocato Emilio Perfetti ha fatto notare come certe competenze vengono attribuite dal Testo unico degli enti locali agli uffici e pertanto si va ad investire “un soggetto totalmente incompetente ad assumere l’atto presumibilmente rifiutato (il delitto contestato è rifiuto di atti di ufficio)”.

Per il legale, in poche parole, il sindaco “non può essere considerato responsabile per una inattività di un funzionario o di un dipendente”. A Ferrari “non risultano indirizzate espresse richieste di intervento”. Perfetti aggiunge infine come “si confonde l’addebito con il dolo” e quindi “l’elemento soggettivo del reato di rifiuto di un atto di ufficio urgente deve sussistere al momento della condotta tipica”.

Perfetti ha chiesto il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste. Stessa richiesta avanzata dai legali di Forte e Marra. Ma il giudice ha invece accolto la rischia del PM Anna Chiara Fasano disponendo il il rinvio a giudizio per tutti gli indagati.

Tra le accuse mosse ci sono nello specifico quelle di aver cagionato un rilevante inquinamento delle acque del torrente Licciardo e del Mar Tirreno nel tratto compreso tra Paola e San Lucido.

Contestata anche l’aggravante perché in presenza di aree a rischio paesaggistico – ambientale e l’ulteriore aggravante ambientale (di cui all’art. 452 novies). Le attività di indagini riguardanti il depuratore di Paola sono state delegate dal procuratore Bruno Giordano al personale dell’ufficio locale marittimo e al nucleo ambiente della procura.

A Forte viene contestata la frode nell’esecuzione del contratto di appalto per la gestione del servizio idrico integrato.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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