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Lavoro amaro, io educatrice a 350 euro al mese


Il racconto di una giovane educatrice di Belvedere Marittimo. Paga da miseria per un lavoro delicatissimo. Scelte politiche calpestano i diritti dei disabili e di chi lavora con loro.

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DIAMANTE – Lavorare per anni per circa 350 euro al mese. Farlo a questo “prezzo” da sfruttamento, nonostante si tratti di un lavoro molto delicato. Farlo – infine – senza avere mai alcuna certezza che un domani potrai chiamarlo “il mio lavoro”.

Riceviamo e pubblichiamo una storia di “lavoro amaro” che arriva dal territorio ma, immaginiamo, parla per conto di molte altre esperienze sparse in Italia. Chi ci manda il suo racconto di vita è Antonella Diurno, una delle educatrici per il servizio di assistenza specialistica agli alunni di Diamante di cui abbiamo parlato l’anno scorso (Diamante, disabilità terreno di scontro: che Natale amaro). Da allora – a quanto pare e stando a quanto ci viene raccontato oggi – nulla è cambiato.

“Fare l’educatrice non è semplice, non è una professione come tutte le altre perché ci si sente legati alla vita e ai bisogni dei bambini e dei ragazzi con disagio fisico e/o psichico. I loro problemi diventano i nostri ma purtroppo, oggi, la nostra professione é sottovalutata, se ne parla poco e non si dà peso a quello che succede a noi e che automaticamente si ripercuote sui diritti dei piccoli disabili.

Siamo sottopagatesfruttatemai valorizzate per il percorso di studi fatto e per le competenze acquisite. Sono una ragazza di 28anni, ho una laurea triennale in scienze dell’educazione e una laurea specialistica in scienze pedagogiche e ho dovuto accontentarmi di uno stipendio, se tale si può definire, minimo che ha oscillato tra i 228 (sì duecentoventotto) e i 350 euro. È una vergogna!

Ho scelto di intraprendere questo percorso di studi perché credo, con le mie capacità, di poter dare un sostegno a chi è stato meno fortunato di me nella vita e non mi pento delle mie scelte perché ci ho sempre messo il cuore. Ho lavorato, per due anni e tre mesi, come assistente specialista per alunni disabili nell’Istituto scolastico comprensivo Diamante – Buonvicino nel plesso di Diamante centro.

Mi dispiace ammetterlo, ma è una realtà difficile e spesso trascurata dalle istituzioni comunali, con disservizi che spesso ledono proprio i diritti degli alunni disabili. Vorrei ricordare a chi si occupa di questo settore che la continuità assistenziale per un alunno disabile è un diritto fondamentale sia per quanto attiene all’assistenza specialistica alla persona che per quanto concerne i docenti di sostegno.

Questo diritto è stato calpestato, basti pensare alla situazione vergognosa a cui noi assistenti specialiste siamo andate incontro lo scorso anno, dopo tre mesi siamo state mandate a casa senza preavviso, per assurda e prepotente volontà politica. I disabili non sono oggetti, non potete usarli per i vostri scopi politici, hanno una dignità e in quanto tale va rispettata.

Quest’anno la situazione è ancora peggio. La scuola è iniziata il 14 settembre, siamo ad ottobre e ancora non ci sono insegnanti di sostegno né assistenti specialisti. Ma vi rendete conto dei danni che state creando a questi alunni? Spesso le famiglie sono costrette a tenere i figli a casa perché a scuola non c’è l’insegnante di sostegno né l’assistente.

Tutto questo è davvero molto grave, ma non mi arrendo e denuncerò tutto pubblicamente, bisogna lottare tutti insieme affinché la situazione cambi perché soprattutto ai più deboli abbiamo il dovere di offrire una vita migliore”.


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2 comments

  1. Poi vorrei chiedere a tutti voi che leggete gli articoli di questo blog perché non commentate mai?
    dite il motivo, oppure c’è qualcosa che vi frena?

  2. Tornando al commento che ho scritto un attimo fa sull’ospedale, fino a quando concorderemo con questi politici che danno le mollichine al popolo non potremo mai aspettarci di più