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‘Ndrangheta del Tirreno cosentino: una nuova mappa


Muto, Stummo, Valente, Serpa, Martello, Gentile – Guido e Besaldo. Sul territorio che va da Paola a Scalea la ‘ndrangheta prova a riorganizzarsi dopo arresti e processi.

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PAOLA – Gli assetti criminali sul Tirreno cosentino non sono cambiati.

La malavita ha però “ingaggiato” nuove leve che supportano i gruppi criminali. Una ‘ndrangheta che guarda con particolare interesse al mercato della droga, dell’estorsione e dell’usura. Una ‘ndrangheta che con boss e padrini alla sbarra si sta riorganizzando. È la ‘ndrangheta dei sopravvissuti, degli “scampati” al piombo e alle ordinanze giudiziarie. Cerca di riempire i suoi granai con denari e armi per tornare a incutere terrore.

Da Scalea a Paola non è cambiato quasi nulla. I nomi che circolano sono sempre gli stessi. Tra le cosche che si sono riordinate dopo i provvedimenti giudiziari, la situazione di maggiore conflittualità sarebbe ad oggi avvertita solo tra Paola e Fuscaldo. Cosche che fino a pochi anni fa sguazzavano negli affari d’oro degli appalti nell’intero comprensorio ma per le quali, ad oggi, sembra essere rimasto soltanto il mercato delle sostanze stupefacenti e delle estorsioni.

Gruppi criminali, oggi, presumibilmente più poveri. L’ultima relazione annuale della Direzione nazionale antimafia per il Tirreno cosentino anche se rappresenta un tornaconto degli assetti ha la necessità di un aggiornamento che scaturisce dagli ultimi procedimenti giudiziari.

I MUTO

Il territorio da Cetraro a Scalea è retto dalla cosca Muto, creata e capeggiata da Francesco Muto e da suo figlio Luigi che sono però alla sbarra dopo l’ordinanza Frontiera. A Scalea si avvalevano delle cosche satelliti degli Stummo e dei Valente anche loro raggiunti però da provvedimenti giudiziari (Plinius 1 e 2).

Procedimenti questi che hanno avuto primi riscontri con la pronuncia del Tribunale di Paola che ha condannato non soltanto i boss ma anche esponenti politici di primo piano. Da queste indagini è scaturita una particolare diffusione delle estorsioni. Ed attualmente sono in corso altre indagini. Rimangono liberi ma guardati a vista altri presunti esponenti della cosca, tutti molto giovani.

I SERPA E I MARTELLO

Secondo la Dda Paola sarebbe governata dai Serpa mentre Fuscaldo dai Martello – Tundis. Tela del Ragno ha però decapitato gli assetti principali e sarebbe rimasto attivo “solo” qualche congiunto del boss Mario e nuove leve non raggiunte dall’ordinanza.

L’ultimo provvedimento del Gip di Paola ha colpito Matteo Serpa e Salvatore Serpa, zio e nipote, reduci della guerra tra i clan, fino a pochi giorni fa a piede libero. Le pistolettate sarebbero state indirizzate non a caso nei confronti di chi è indicato dalla Dda come gruppo contrapposto: i fratelli Alessio e Francesco Martello, figli del boss Luciano.

I GENTILE – GUIDO E I BESALDO

Per l’assunto della Dda ci sarebbero due gruppi distinti i Gentile-Guido e i Besaldo. Ma considerato che sia Tommaso Gentile che Besaldo sono alla sbarra rimaneva soltanto Giacomino Guido arrestato pochi giorni fa per pericolo di fuga.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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