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Paola, acqua cara: tra non potabilità e carenza


In alcuni quartieri l’acqua non è potabile da anni. In altri manca spesso. Ma le bollette di Lao pools arrivano per intero. Interviene Federconsumatori e chiede i risarcimenti.

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PAOLA – Il bicchiere è sempre mezzo vuoto.

Acqua e tasse non dovute: la querelle tra comune e utenti non ha più fine. C’è una raffica di reclami con relative istanze di rimborso relative a pagamenti eccedenti che investe il Sant’Agostino.

A presentarle per conto di tanti cittadini è stata la Federconsumatori. Sotto accusa il servizio idrico non efficiente. Nelle zone Nord e Sud della città l’acqua non soltanto non è potabile ma non arriva nemmeno ai rubinetti delle abitazioni. I mesi da giugno ad ottobre sono i più critici. Per tale motivo la Federconsumatori ha scritto al sindaco, al gestore del servizio (Lao Pools) e all’ufficio tributi.

Si fa innanzitutto presente come “il servizio idrico è discontinuo. E in alcuni punti il flusso è scarso o addirittura assente”. E come se non bastasse l’acqua non è potabile. In virtù di tali problematiche le fatture dovrebbero essere inviate al 50percento ma non in tutti i casi accade. E così se i cittadini non presentano apposite richieste alla Lao Pools le bollette vengono recapitate per l’intero importo agli utenti.

Tutto questo quando le ordinanze di non potabilità sono esistenti da anni in determinati quartieri. “La suddetta situazione – spiega l’associazione al comune – riguarda diverse zone del comune dove gli utenti non ricevono un adeguato servizio per il vivere quotidiano pur pagando regolarmente le fatture idriche. A riprova per gli anni 2005, 2011, 2012, 2013, 2014 sono state emesse diverse ordinanze sindacali attestanti la non potabilità per il mancato rispetto dei parametri microbiologici con conseguente invito ad utilizzare l’acqua soltanto per i servizi igienico sanitari”.

Per tal motivo gli associati chiederanno anche la restituzione del 50percento delle somme versate negli anni 2011, 2012, 2013, 2014. Senza dimenticare che analogamente ha dovuto procedere qualche mese fa la commissione di liquidazione del comune a seguito di istanze relative a somme incassate ma non dovute. A tutto questo aggiungiamo che c’è un indagine in corso dell’autorità nazionale del servizio idrico (delegata alla guardia di finanza per determinate verifiche) al fine di vederci chiaro anche sui costi di copertura del servizio che addirittura nel 2013 e nel 2014 sarebbero sballati.

Qualche numero. Dal 2000 al 2015: ben 15 anni di ordinanze di non potabilità. Il nuovo secolo si apre con i limiti non a norma a Ceriselle (Fosse, Badia, Casalinelle, Tenimento, Deuda). Nel 2005 interessa il serbatoio di Bucifero, e le condotte di Scaglillo e Carpinelle. Nel 2011 altra ordinanza di non potabilità a Ceriselle. Mentre nel 2012 è interessato il serbatoio di San Miceli. Il 2013 si apre con le ordinanze di interdizione per i serbatoi Serricella, Bucifero e San Miceli. Nel 2014 acqua non potabile presso la sorgente di Carpinelle e serbatoi Scaglillo e San Miceli. Nonché a seguire nei serbatoi di Madonna delle Grazie e viale dei Giardini. Ma è il 2015 l’anno nero con quasi tutta la città interessata: zona nord, bassa e centro.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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