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Paola, cara acqua: San Miceli è in ginocchio


Da mesi acqua con il contagocce a San Miceli di Paola. Carenza totale nella fascia serale e notturna per la frazione in cui il comune aveva scoperto l’acqua… gassata.


PAOLA – Un quartiere in ginocchio. L’acqua da mesi arriva col contagocce.

Da giugno a novembre la grande sete per i residenti di località San Miceli di Paola non ha avuto ancora fine. I rubinetti sono a secco dalle 19 e 30 alle 7 e 30. Le fontane pubbliche rimangono chiuse. Riguardo a queste ultime non è dato a sapere se il motivo è perché l’acqua non è potabile o per un risparmio del prezioso liquido.

Da queste parti, nel 2010, il Comune di Paola si è addirittura inventato l’acqua gassata. Una fontana a tre bocche che non avrebbe alterato le “caratteristiche chimiche dell’acqua” assicurando inoltre “un controllo continuo sulle caratteristiche microbiologiche”.

L’amministrazione Perrotta aveva garantito nel tempo rassicurazioni sulla “qualità dell’acqua”. Era stato perfino messo un guardiano per controllare quante bottiglie di acqua gassata venivano riempite.

Poi però, a distanza di qualche mese, sono giunte ordinanze di non potabilità oltre che le riduzioni di liquido a causa di una carenza che ancora oggi non è dato a sapere da cosa sia causata.

La fontana con acqua gassata di San Miceli
La fontana con acqua gassata di San Miceli

Di certo comunque c’è che è attivo un provvedimento di riduzione emesso dalla Sorical che interessa il comune di Paola, da settembre fino all’11 dicembre. Le riduzioni, com’è noto, avvengono ogni qualvolta il comune non risulta tempestivo con i suoi pagamenti nei confronti del gestore regionale. I ritardi e il debito accumulato naturalmente sono determinanti.

Il serbatoio della zona è di proprietà regionale e viene fornito in quota sia da fonti Sorical che comunali. Dal medesimo ha inizio la filiera delle tubazioni che costituiscono la rete di distribuzione che gestisce il comune.

Ma andiamo ai problemi. Chi decide di acquistare o prendere in fitto un’abitazione in periferia farebbe bene a essere informato delle difficoltà esistenti. I nuovi arrivati hanno avuto un brutto scherzo. C’è chi ha danneggiato la lavastoviglie a causa della mancanza di acqua. O chi non riesce ad accendere i riscaldamenti di casa. La giustificazione? La vasca sarebbe in secca. Ma nessuno prende provvedimenti. Tutti continuano a non affrontare la situazione. Maggioranza e minoranza hanno “snobbato” il problema San Miceli come se fosse un quartiere non più appartenente alla città.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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