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Paola al voto, Scagliola: “Noi piattaforma concreta per centrosinistra”


Il pensiero del coordinatore di Area riformista Mimmo Scagliola. “Progetto democratico è la piattaforma inclusiva su cui riorganizzare il centrosinistra paolano. Ma anche il Pd. Il partito conta più di un candidato sindaco”.

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PAOLA – “Il Pd e il centrosinistra hanno l’esigenza di riorganizzarsi se non vogliono tradire quel progetto che li ha visti per anni protagonisti”.

Ne parliamo con il coordinatore di Area riformista Pd, Mimmo Scagliola. Non si tratta solo di politica, perché c’è innanzitutto la necessità, dando spazio alle nuove generazioni, di sgombrare il campo da diseguaglianze profonde e da quel tasso di povertà assoluta in crescita che è ben visibile nel quotidiano.

Si assiste a una crisi sociale? “I cocci – spiega Scagliola – sono tanti, e le responsabilità, numerose, sono principalmente del centrodestra che ha amministrato negli ultimi cinque anni. Se vogliamo rendere un buon servizio non a noi stessi, ma alla città, sarà necessario scrutare nel territorio per capire il significato di una crisi così profonda”.

C’è necessità di ripartire. Ma da dove? “Pensare di chiuderci con senso di autosufficienza, sarebbe miope e sbagliato, significherebbe peccare di presunzione e di ottusità”.

Progetto democratico (cinque liste, tra cui Area democratica) ha raggiunto un primo obiettivo: “Pezzi importanti del movimentismo e del civismo si sono ritrovati attorno a una idea e hanno iniziato a costruire una piattaforma programmatica concreta, fatta di importanti obiettivi per ridare dignità al paese. Abbiamo dato vita a un’operazione politico-culturale significativa: creare un luogo dove si è potuto, lavorare insieme quadri politici, amministratori, semplici cittadini”.

Ma dove si vuole arrivare? “Al contrario di qualche maliziosa valutazione, Progetto democratico non è una sorta di Opa per agevolare la scalata di una candidatura a sindaco. Al contrario, è il tentativo di far rimanere ancorato il Pd a una alleanza culturalmente collocabile nel centrosinistra e per permettere di continuare ad avere al centro del dibattito politico il nostro partito. Siamo consapevoli che il percorso non è ancora compiuto, che è ancora tempo di tessitura per riparare. I nostri piazzali, quelli del centrosinistra, sono pieni di rottami e rimettere tutto a valore è cosa necessaria per chi si candida alla guida della città”.

Per Progetto democratico occorre in definitiva “ricostruire un centrosinistra di governo che sia unito, competitivo e dove nessuno possa essere pregiudizialmente escluso”. Un invito anche al Psi?

C’è un punto fermo in Progetto democratico: “Pensiamo – spiega Scagliola – che la coalizione che continueremo a costruire debba essere un campo largo, civico e alternativo alla destra. Per riuscirci non basta solo la nostra buona volontà. Occorre concentrarsi più sui segnali di possibile ricostruzione di un centrosinistra, che sui distinguo infiniti dei suoi vari esponenti”.

Infine sull’assemblea Pd: “Crediamo che le parole udite, pur con il limite della mancanza di dibattito, possono divenire utile punto di partenza per il raggiungimento degli interessi della città purché si tenga conto delle premesse di cui abbiamo parlato”.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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