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Fuscaldo, in arrivo la caserma dei vigili del fuoco


La soddisfazione del sindaco Ramundo. Il 28 dicembre in consiglio approvazione della convenzione con il Ministero dell’Interno per la nuova sede dei vigili del fuoco. L’amarezza del sindaco Ferrari dopo il fallimento del piano per salvare la sede di Paola.


FUSCALDO – “Fuscaldo sarà sede del prossimo e nuovo distaccamento dei Vigili del fuoco. La struttura, infatti, sarà realizzata su un’area comunale concessa in comodato d’uso gratuito al Ministero dell’Interno, dipartimento vigili del fuoco del soccorso pubblico e della difesa civile”.

L’annuncio è del sindaco di Fuscaldo, Gianfranco Ramundo.

“Quanto appena raggiunto – informa – è il frutto di un lavoro su cui ci si sta adoperando da diverso tempo. Non appena ho recepito l’esigenza, da parte del comando provinciale dei vigili del fuoco di dotarsi di una nuova struttura, ho cercato in tutti i modi di soddisfarla. Una struttura di grande interesse strategico che ci farà sentire tranquilli per quel che concerne l’aspetto del soccorso e del primo intervento”.

Mercoledì 28 dicembre sarà convocata la seduta del Consiglio comunale di Fuscaldo nel quale sarà approvato lo schema di convenzione e del progetto preliminare della struttura.

Una volta avviato l’iter si concretizzerà quello che nella vicina Paola temevano da tempo. Ovvero la chiusura e conseguente trasferimento dell’attuale presidio a servizio del territorio.

Il consiglio comunale non è riuscito ad approvare la procedura necessaria per sbloccare un iter arenatosi negli anni e nelle amministrazioni precedenti. Il tentativo dell’attuale sindaco Basilio Ferrari è stato vano.

L’assise convocata sul tema ha registrato da un lato l’abbandono della sala da parte della minoranza al momento del voto sull’acquisto del terreno in contrada Gaudimare di Paola dove avrebbe dovuto sorgere la nuova sede dei vigili del fuoco.

Dall’altro lato, però, erano assenti due consiglieri di maggioranza, a quanto pare contrari alla proposta di Ferrari, mentre un terzo era impossibilitato al voto sull’esproprio poiché parente del proprietario del terreno.

Constate queste circostanze, il sindaco ha mollato e ha dovuto, in definitiva, mandare giù una sconfitta politica.


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