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Omicidio Giordanelli, perizia psichiatrica per Di Profio


Paolo Di Profio, l’omicida di Annalisa Giordanelli, avrà un giudizio per rito abbreviato condizionato da perizia psichiatrica. Lo ha stabilito la Corte di assise di Cosenza. Il perito giurerà in aula il prossimo 7 marzo. Nella stessa udienza, accolta la costituzione parte civile del Comune di Cetraro. Sullo sfondo delle indagini anche il legame con il caln Muto.


CETRARO – Paolo Di Profio era incapace di intendere e volere?

A stabilirlo sarà un perito. Accordato il rito abbreviato condizionato da perizia psichiatrica per l’omicida della dottoressa Annalisa Giordanelli.

Ieri mattina in Corte di assise a Cosenza è stata accolta la richiesta formulata dagli avvocati Sabrina Mannarino e Peppe Fonte. Era già stata presentata dinanzi al Gip di Paola che l’aveva respinta. Il rito abbreviato con cui si terrà il procedimento in esame (la pena sarà diminuita di un terzo e l’uomo quindi non rischia più l’ergastolo) dovrà pertanto innanzitutto verificare la sanità mentale di Di Profio.

Da apposite perizie di parte era emerso come l’omicida fosse in cura presso il Sert di Paola. Una circostanza questa che è stata confermata anche in aula dinanzi al Gip. Ieri la Corte di assise presieduta da Giovanni Garofalo (a latere Francesca De Vuono) ha ammesso la richiesta della difesa nominando il dottor Buccomino, noto psichiatra cosentino, che giurerà in aula il 7 marzo nel corso della prossima udienza.

Si sono opposti alla richiesta sia il pubblico ministro Maria Francesca Cerchiara, che si è riservata sulla nomina di un consulente della procura, che gli avvocati delle parti offese, i legali Vito Caldiero e Franz Caruso, Mimmo Bruno, Mariella Bernaudo.

Tra l’altro è stata ammessa la costituzione a giudizio del Comune di Cetraro che in precedenza era stata esclusa dal Gip di Paola e che ora sarà rappresentato dall’avvocato Roberta Vitale. Gli avvocati del reo confesso in sede di spontanee dichiarazioni avevano a suo tempo nominato un perito nella persona del dottor Giacomo Pantusa.

Tra l’altro è emerso come il giorno prima dell’omicidio Di Profio aveva regolarmente lavorato nella sala operatoria del “Iannelli” dove prestava attività di infermiere professionale.

Ma sullo sfondo del processo c’è anche altro. Ci sono le attività di indagine raccolte nell’operazione “Frontiera”. Non a caso si scrive a riguardo di Luigi Muto e del rapporto con la moglie di Di Profio. Tale legame è stato enfatizzato anche dagli inquirenti. Un legame che avrebbe fatto perdere la testa all’infermiere.

Paolo Di Profio è stato arrestato il giorno dopo dell’omicidio. Ha confessato di aver ucciso la Giordanelli al termine di un estenuante interrogatorio per poi avvalersi della facoltà di non rispondere davanti al suo avvocato. È stata un’indagine lampo quella dei carabinieri della compagnia di Paola, guidati dal comandante Antonio Villano, che in meno di 24 ore sono riusciti a chiudere il cerchio sul 47enne.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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