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Arrivano i migranti, messaggio antirazzista


Intervento della Rete antirazzista della Calabria. “Manovre fasciste e razziste per un pugno di voti. Al Sud non funziona perché la nostra storia narra di migrazioni ovunque. Si prenda esempio da Riace dove centinaia di immigrati sono stati inseriti nel tessuto sociale senza controindicazioni”.

TORTORA – “Apprendiamo di presunte tensioni nell’Alto Tirreno cosentino per l’arrivo di una manciata di immigrati da ospitare a Tortora. Già i tamburi delle carogne fasciste e razziste si fanno sentire per alimentare dissenso contro fratelli immigrati che cercano una sistemazione temporanea per cercare poi di giungere in luoghi a loro congeniali per trovare lavoro o ricongiungersi a loro congiunti”.

È quanto sostiene la Rete antirazzista della Calabria in un comunicato stampa in reazione alle polemiche sollevate dai presunti effetti negativi che dovrebbe provocare il cosiddetto Piano Anci per l’ospitalità diffusa dei richiedenti asilo in tutti i comuni italiani. Preso ad esempio il caso di Tortora, dove la giunta comunale ha da poco deliberato in merito.

“Alimentare la paura degli immigrati per una manciata di voti – prosegue Francesco Cirillo in rappresentanza della Rete antirazzista – è una tattica messa in atto da qualche anno da forze fasciste e razziste, ma che qui nel Sud non prende piede per la nostra cultura tollerante e per essere stati noi stessi discriminati negli anni passati.

Tortora così come tanti altri paesi della Calabria è terra di emigranti. I nostri nonni sono emigrati fin dai premi anni del ‘900 nelle Americhe o in Germania. Il nostro sangue è sparso nel mondo e non ascolteremo le voci della disgregazione restando al fianco dei fratelli immigrati che hanno attraversato mille pericoli per giungere in una terra dove mettere al sicuro le proprie famiglie.

Il comune di Riace, a poche ore dal Tirreno, con il suo sindaco Domenico Lucano ha dimostrato come un piccolo paesino possa ospitare e gestire tranquillamente centinaia di immigrati inserendoli nel proprio tessuto sociale e facendoli diventare risorsa per gli abitanti. A Riace sono circa 70 i riacesi che lavorano nella gestione di 400 immigrati segno evidente che si può fare e Tortora, con soli 26 immigrati in arrivo, non verrà meno alla sua tradizione democratica e tollerante. Il razzismo non ha mai avuto spazio nell’Alto Tirreno cosentino e tanto meno nella nostra Calabria, terra di valdesi, albanesi, grecanici, ebrei che hanno convissuto tranquillamente per secoli e secoli”.

La redazione consiglia anche la lettura di: Arrivano i migranti, alcune cose che forse non sai sulla questione


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