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Demanio marittimo: “O in regola o chiusi”


Aut-aut sul demanio marittimo per oldenli imprenditori balneari di Santa Maria del Cedro. In una riunione voluta dal sindaco Ugo Vetere la mano tesa delle istituzioni. Disponibilità a sanare le irregolarità, l’alternativa è la chiusura. Ma per i lidi non è semplice garantire il servizio continuato.

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SANTA MARIA DEL CEDRO – “O regolarizzate le concessioni demaniali marittime o non avrete la possibilità di aprire i lidi”.

Dopo gli appelli delle settimane scorse, il sindaco di Santa Maria del Cedro, Ugo Vetere, lo ha ribadito agli imprenditori balneari. Il settore non ha vie d’uscita. Il municipio è stato richiamato al rispetto della legalità dall’autorità giudiziaria. Non ci sono più “occhi da chiudere”, non ci si può voltare dall’altra parte. Le irregolarità nella gestione delle aree demaniali devono essere sanate. In alternativa ne pagherebbero le conseguenze il primo cittadino e i responsabili d’area. Oltre, ovviamente, ai diretti interessati.

Di contro vanno considerate le difficoltà economiche e gestionali lamentate dagli imprenditori. In particolare nel mantenere le strutture aperte tutto l’anno. Una eventualità che, valutata da un punto di vista imprenditoriale, porterebbe ad analisi costi – ricavi che sconsiglierebbero l’impresa.

Se ne è discusso ieri sera, venerdì 24 marzo 2017, in un incontro nella sala consiliare di Santa Maria del Cedro.

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L’incontro in sala consiliare sul demanio marittimo.

Il Vetere pensiero sul demanio marittimo

Una linea di pensiero molto semplice, quella del primo cittadino. A distanza di decenni il settore balneare di Santa Maria del Cedro sembra trovarsi ancora fermo agli esordi. Secondo quanto riferito da Vetere, la maggior parte delle concessioni balneari non sarebbe in regola. E “le carte” necessarie a sanare questa situazione stentano a giungere in municipio. Una prima dead line era fissata due settimane fa, ma nulla pare essersi mosso. Il sindaco, in qualità di responsabile per il demanio non può concedere né consentire eccezioni alla legalità.

“Avete ancora tempo e disponibilità delle istituzioni – ha detto – per ottenere quello che serve per operare. Mettetevi a posto altrimenti non potrete aprire le strutture. Sul demanio marittimo del territorio c’è da tempo un’indagine in corso. E gli inquirenti non tornano indietro. La guardia costiera controlla per il rispetto delle prescrizioni. La procura di Paola mi ha convocato e mi ha diffidato. Insomma, l’ente comunale è in una condizione tale che, se non persegue la legalità, passa i guai. Io non sono un politico, ma un amministratore. Non governo per conservare il consenso, ma per la legalità. A tal proposito sappiate che è un errore affidare il progetto a tecnici con ruoli nell’amministrazione comunale. Non pensate che questo agevoli le pratiche. Le carte le vedo io, perché la responsabilità è mia. Mi aspetto che da domani portate le carte in comune per regolarizzare la vostra posizione. Io mi impegno a chiedere alla capitaneria di porto e alla procura una proroga”.

Le difficoltà dei balneari

Mettendo parzialmente da parte la questione della regolarizzazione, bisogna anche ascoltare la posizione degli operatori. Gli imprenditori ne fanno soprattutto una questione economica. Sopportare i costi di una struttura per un intero anno, laddove le concessioni sono di questo tipo, potrebbe non essere sostenibile. Le spese riguarderebbero in particolare le utenze. A queste vanno però aggiunti i costi per il personale. Il tutto a fronte di un lungomare non ancora completato. Di aree circostanti poco infrastrutturate se non abbandonate. Queste e altre considerazioni renderebbero poco “attraente” la costa santamariese. Non tanto da giustificare investimenti – in queste condizioni – immediati.

In sostanza – secondo i balneari – la presenza di strutture, attrezzature e servizi aiuterebbe. Un parco giochi per bambini o aree camper aiuterebbero. Lo spazio non mancherebbe. Soprattutto in corrispondenza del terzo tratto di lungomare. Insomma: solo le belle giornate di sole e la possibilità di una passeggiata non basterebbero. Non garantirebbero quel flusso economico necessario a mantenere le imprese.

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Lungomare di Santa Maria del Cedro in una giornata di sole a marzo.

Eppure la legge è chiara

Lamentele, rilievi e constatazioni che però sembrano cozzare con quanto obbligato dalla legge. Ad esempio il codice di navigazione impone la decadenza della concessione in specifici casi. Se non si avvia l’attività nel tempo stabilito o per uso non continuato o cattivo. Casi che, se accertati, comporterebbero inoltre conseguenze per l’amministrazione e gli uffici comunali.

Quello che si chiede, dunque, è che gli imprenditori accettino definitivamente di svolgere il proprio ruolo di “prima linea” dell’accoglienza turistica. Rivendicando diritti, ma garantendo servizi. E operando nella legalità.

Quanto alle richieste di migliorare “il contorno” dell’area mare il sindaco Vetere ha chiarito alcuni aspetti. Da un lato ha ricordato che i margini di manovra per gli enti comunali sono ristrettissimi. Il Fondo di solidarietà comunale sottrae ingenti risorse all’azione amministrativa. A stento vengono garantiti servizi di notevole importanza come igiene ed istruzione. Dall’altro lato ha ricordato che si è in attesa che la Procura della Repubblica di Paola ordini lo sgombero di un’area demaniale occupata abusivamente. Il riferimento è al Golden Sea, struttura turistica posta nel mezzo del terzo e del secondo tratto di lungomare. Una volta avvenuto ciò – ha detto Vetere – sarà realizzato un nuovo tratto fronte mare. Per esso è stato già presentato un progetto e c’è il finanziamento regionale per la realizzazione.

Quanto ai servizi da garantire tutto l’anno, è stato suggerito di guardare agli esempi in tal senso funzionanti. Come nel caso della confinante Scalea. “Organizzatevi per allestire le strutture – ha detto Vetere –. Fatelo nel rispetto delle disposizioni del Piano spiaggia comunale. Poi le soluzioni, come la turnazione per l’apertura, si possono trovare”.

Per i balneari ombre e luci

Chiudiamo questo servizio ricordando alcune circostanze che riguardano il presente e, soprattuto, il futuro del settore. Circostanze che, tra luci ed ombre, rendono comunque incerta la sopravvivenza del “mondo balneare” così come lo conosciamo.

Dalla Regione Calabria arriva la notizia dell’approvazione di una proposta di legge per mantenere le strutture aperte tutto l’anno. La proposta in questione è stata approvata all’unanimità dalla quarta commissione consiliare della regione. L’iniziativa è del capogruppo di Forza Italia Alessandro Nicolò.

D’altro canto, però, sulle concessioni demaniali resta ancora sollevata la spada di Damocle della direttiva Bolkestien. Le concessioni sono prorogate fino al 2020. Poi partiranno le aste. E, in tal senso, il Governo ha approvato di recente un disegno di legge per istituire le evidenze pubbliche delle concessioni demaniali marittime.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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