Home / CRONACA / Fasano, Gratteri e l’economia illegale

Fasano, Gratteri e l’economia illegale


Tre indagini per stroncare un grosso giro di affari. L’economia illegale nelle inchieste del procuratore capo Nicola Gratteri a quelle del pm Anna Chiara Fasano.


PAOLA – L’economia illegale. Una lunga serie di attività e di società sono finite nel mirino di due magistrati e stanno decapitando le fonti di approvvigionamento della criminalità organizzata.

Le inchieste istruite a diverse latitudini da Nicola Gratteri e Anna Chiara Fasano hanno obiettivi comuni. Mentre per il fascicolo riunificato di Cinque Lustri e Frontiera si attende la prima udienza dal Gip, i procedimenti istruiti dalla Procura di Paola sul Tirreno cosentino sono ancora aperti.

Fanno tremare tante gente che rischia di vedersi associata a inchieste che interessano in prima persona Agostino Iacovo. Il 39enne accomunava frequentazioni importanti con amministratori del Tirreno cosentino, frequentazioni dettate – come scrive il Gip – anche da “interessi economici”. La guardia di finanza del capitano Paolo Marzano e la compagnia dei carabinieri di Paola di Antonio Villano hanno condotto due procedimenti paralleli dove emerge con prepotenza la presenza dell’uomo.

Prime conferme dal Riesame e dal Gip

Il Tribunale del riesame ha confermato l’impianto accusatorio dell’inchiesta delle fiamme gialle. Le quote di dodici società rimangono sotto sequestro. Sedici sono gli indagati.

Sull’altro fronte l’indagine sulla pubblicità dei carabinieri segna un risultato importante. Il Gip di Paola convalida  il sequestro preventivo dei pannelli pubblicitari a Guardia Piemontese e Acquappesa. L’attività di indagine coinvolge società che gestivano il servizio in spregio alle normative con la complicità delle amministrazioni. L’inchiesta è dei carabinieri di Paola e di Guardia Piemontese del comandante di compagnia Antonio Villano e di stazione Nicola Maggio.

“In particolare – si scrive – dagli atti d’indagine emerge che il servizio pubblicitario nei comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese è gestito, a seguito di affidamento diretto”. Affidamento da parte degli enti interessati a società di servizi pubblicitari.

Publidei Srl, Argo Srl, Mi.Ma Srl, Mediaplan Srls, Pubblinet Sas di Enzo Buono e Publinet Sas di Iacovo Dino & C. “Sono tutte di fatto riconducibili ai fratelli Iacovo Agostino, Dino e Gigliola, soggetti vicini alla criminalità organizzata, nonché indagati, imputati o condannati in procedimenti penali”.

Vediamo la documentazione in atti e le risultanze delle visure camerali. “Le predette società vengono nominate affidatarie dei servizi pubblici senza possedere i presupposti per una legittima partecipazione. Addirittura versano in situazioni di confisca e/o cessazione dell’attività. Sono inoltre utilizzate dagli indagati al fine di agire indisturbati evitando gestioni illecite a favore della medesima società, attraverso una sorta di passaggio di consegne dei servizi pubblicitari da una società ad un’altra, società tutte riconducibili ai medesimi soggetti”.

Nutrito il collegio difensivo dei dodici indagati composto dagli avvocati Mannarino, Pace, Vattimo, Guerrera, Sammarco, Porzio, Spada.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

Check Also

incidente stradale cedro bmw fiat

Santa Maria del Cedro, incidente stradale su via Degli Ulivi

Scontro tra due automobili nei pressi dello svincolo di Grisolia. Non ci sarebbero conseguenze per …