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Demanio di Santa Maria del Cedro, come negli Anni ’80


Lo dice il sindaco Vetere in merito alla vicenda delle occupazioni abusive del demanio marittimo a Santa Maria del Cedro. Stesse modalità e stessi nomi di allora. E preannuncia querele a istituzioni, forze dell’ordine e autorità giudiziarie immobili.

SANTA MARIA DEL CEDRO – La questione delle occupazioni abusive del demanio marittimo a Santa Maria del Cedro sa di Anni ’80.

Non è una questione di revival di quel periodo, operazione molto in voga di questi tempi. Ma un accostamento temerario fatto da Ugo Vetere, sindaco della cittadina tirrenica.

“A Santa Maria del Cedro – ci ha detto – negli Anni ’80 e ’90 c’era una forte presenza di organizzazioni criminali che proprio sul demanio hanno costruito le loro immense fortune. Basta andare su Google e fare una ricerca con le parole Santa Maria del Cedro autospurghi. Tra i risultati troverete gli atti della commissione parlamentare d’inchiesta dell’epoca (1985, ndr) che discutono, in sostanza, delle stesse problematiche che questa amministrazione sta denunciando oggi a distanza di trenta e passa anni. Stesse modalità e stessi nomi”.

Il riferimento è a un verbale della Commissione parlamentare contro il fenomeno della mafia. Dopo una ricognizione in Calabria, i delegati riferirono all’organismo anche sui fatti di Santa Maria del Cedro. Qui venne denunciato un sistema di corruzione che comprendeva anche l’amministrazione comunale e improntato all’abusivismo e alla speculazione edilizia sul demanio dello Stato.

“Anche questo – prosegue Vetere – ho fatto sapere al procuratore antimafia Gratteri e ho inviato al ministro dell’Interno Minniti. Oltre – aggiunge – che dei timori per l’incolumità mia e della mia famiglia visto il clima che si respira”.

La vicenda è ormai nota. Qui ricorderemo brevemente che da qualche tempo il sindaco di Santa Maria del Cedro ha denunciato alle autorità competenti alcune occupazioni abusive del demanio marittimo. Il tutto, però, senza che alle stesse siano seguiti provvedimenti. Vetere sostiene di avercela in particolare con la Procura della Repubblica di Paola.

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Il sindaco Ugo Vetere e l’area demaniale marittima di Santa Maria del Cedro

A Paola c’è chi dorme, senza motivo

“Esemplare – racconta Vetere – il fatto che per una delle posizioni contestate esiste un fascicolo sequestrato e fermo alla procura di Paola dal 1989. Dal mio insediamento come sindaco ho presentato almeno trenta istanze per ottenerlo. Mi sarei aspettato una convocazione. Magari anche solo per essere mandato a quel paese per aver detto delle fesserie. Invece niente. Nessuna risposta, neanche una telefonata. Tutti muti”.

Secondo Vetere dunque, bisogna fare i conti con una procura immobile. E non solo per l’attuale vuoto di comando. Andato via il procuratore Giordano, infatti, non si è ancora insediato Pierpaolo Bruni.

“La legge è chiara – dice Vetere –. A un reato accertato segue un sequestro. Le occupazioni sono state accertate dalla guardia costiera a dicembre 2016 e aprile 2017, ma la procura non ha emesso i sequestri. È un po’ come uccidere senza essere arrestati. In casi simili (Golden Sea, ndr) ci sono stati i sequestri. Qui, dove parliamo di migliaia di metri quadrati, non si muove un dito. Per questo ho parlato di disparità di trattamento”.

Il sindaco inoltre ritiene di aver messo a disposizione delle autorità tutte le risorse per intervenire. Compreso, da un anno, uno strumento per la misurazione delle aree non in dotazione alle forze dell’ordine locali. Ha inoltre respinto, per evidente conflitto, la nomina a consulente del proprio cognato fatta dalla procura.

“Anche l’agenzia del demanio – aggiunge Vetere – non è da meno. Ci sono sentenze che hanno sancito la restituzione dei beni allo Stato, mai applicate. In tribunale sono state accertate mancanze di titoli per vendite inefficaci. Ma niente. Quei terreni appartengono al demanio dello Stato. Ma quando ho chiesto al demanio stesso di attivarsi mi è stato risposto che c’erano problemi, che c’è una domanda di usucapione. E infine il responsabile è arrivato a chiudere le conversazioni con me a causa dei miei toni duri”.

È una questione di legalità e di giustizia sociale

La questione verte in particolare sui titoli che gli occupanti non avrebbero per stare su quelle aree. Tanto che venerdì scorso l’ufficio ragioneria ha notificato ai diretti interessati l’avvio di decadenza delle autorizzazioni commerciali.

Secondo il municipio mancano i certificati di agibilità. Laddove presenti non sarebbero stati rinnovati dopo l’intervento di nuove norme. Come quelle per gli adeguamenti strutturali per l’abbattimento delle barriere architettoniche, per l’antincendio e per l’efficientamento energetico.

“In alcuni casi – spiega Vetere – mancano le autorizzazioni all’allaccio alla rete idrica. Qualcuno si è allacciato alla nuova rete senza autorizzazione dopo che abbiamo chiuso la vecchia linea. C’è anche chi ha due allacci, ma centinaia di utenze e paga qualche centinaio di euro all’anno invece che migliaia. E se gli addetti vanno a fare la lettura del consumo idrico si sentono rispondere che non sono tenuti a comunicarla perché hanno i pozzi. Ma non ci sono pozzi autorizzati. Da accertamenti è risultato che c’è una sola attività turistico ricettiva in paese che non paga i tributi ed è una delle occupanti abusive. A una non risultano immobili accatastati né censiti che invece sono sotto gli occhi di tutti. Quindi dal 1992 ad oggi non ha pagato un euro di Imu. Potrei continuare per ore con questi esempi”.

Quindi non è solo una questione di legalità da rispettare e far rispettare pena conseguenze per gli amministratori e i responsabili degli uffici comunali. È anche, se non soprattuto, una questione di giustizia sociale.

“Amministriamo – spiega ancora il sindaco di Santa Maria del Cedro – scervellandoci sul come trovare le risorse per garantire i servizi ai cittadini. Questi non pagano i tributi! – sbotta il primo cittadino – Chi di dovere non mi comunica chi occupa alcune aree e il comune non può mettere a ruolo le utenze. Con quei soldi non pagati ci si aggiusterebbero depuratori, si organizzerebbero attività culturali, si aiuterebbero i bisognosi. A questo punto, questi signori ci facciano sapere se hanno bisogno che gli paghiamo le bollette di casa loro”.

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Dal municipio fanno sapere: occupanti del demanio non hanno i requisiti

Le prossime mosse dell’amministrazione comunale

Descritta così, la questione non sembra avere soluzioni. Non immediate. Restano allora le azioni forti da mettere in campo.

“Se entro sabato non saranno emessi i dovuti provvedimenti sporgerò querela contro la Procura delle Repubblica di Paola, i carabinieri di Santa Maria del Cedro, la guardia di finanza di Scalea, l’ufficio locale marittimo di Diamante, l’agenzia del demanio della Calabria, l’Asp di Cosenza. Io devo tutelare la mia comunità. La mia amministrazione, inoltre, è già pronta a rassegnare le dimissioni poiché non ha senso amministrare in queste condizioni”.

Intanto, martedì 30 maggio presso la prefettura di Cosenza è prevista una riunione di coordinamento delle forze di poliziaper esaminare la problematica relativa alla situazione di ordine e sicurezza pubblica nel comune di Santa Maria del Cedro”.

Una sede istituzionale, per lo meno, dove presentare il proprio sfogo in attesa che Minniti legga le comunicazioni di Vetere e che Gratteri decida di vederci chiaro.


About Pierina Ferraguto

Giornalista pubblicista dal 2013. Laureata in Filosofia e scienze della comunicazione e della conoscenza all'Università della Calabria. Dal 2006 al 2008 lavora come stagista nella redazione di Legnano de Il Giorno. In Calabria lavora con testate regionali di carta stampata e televisive.

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