Articolo uno, il movimento del coordinatore Vincenzo Fedele, cresce sempre di più nel Comune di Paola con vicesindaco, assessori e consiglieri. Ma a qualcuno della vecchia guardia del Psi sembra che non piaccia la fusione. I tempi sono però maturi perché si mettano da parte i personalismi.

PAOLA – Articolo Uno fa il pieno di consiglieri e di assessori.
L’avvento del movimento a Paola preoccupa la vecchia guardia dei socialisti. C’è un gruppetto di delusi nelle fila del partito. È quanto si evince da una nota dell’esponente politico Franco Garritano. Il socialista ha avuto da che ridire su alcune scelte fatte.
In particolare c’è da dire che Articolo Uno ha indicato nella rosa dei nominativi da proporre al sindaco per la lista “Un’Idea per la città” Antonio Cassano l’attuale vicesindaco. Non di secondo piano c’è anche poi il fatto che il movimento è adesso rappresentato in consiglio comunale da Giovanni Politano, Ivan Ollio e Pino D’Andrea e nell’esecutivo anche da Marianna Saragò. Il gruppo consiliare ha infatti assunto la denominazione di Articolo uno – Psi di cui è capogruppo Politano che è anche nella costituente provinciale del movimento di Roberto Speranza.
Tutto questo anche grazie all’opera di mediazione e il lavoro politico svolto dall’avvocato Vincenzo Fedele coordinatore del movimento. È un uomo di fiducia di Speranza. Adesso si guarda “alle prossime politiche per un candidato – dice Fedele – che possa rilanciare e tutelare la nostra città. E farla ritornare il vero e proprio punto di riferimento del territorio. In poche parole dobbiamo riprenderci quello che è nostro”.
Ma andiamo a Garritano che dopo aver chiesto delucidazioni a Speranza sul futuro a livello nazionale si è soffermato sul caso di Paola dove “il capogruppo consiliare della lista Psi (Politano) che ha partecipato alle elezioni amministrative, eleggendo tre consiglieri oltre al sindaco Roberto Perrotta ha ritenuto di costituire senza avvisare il partito il gruppo consiliare denominato Articolo uno – Psi”.
Garritano quindi ne contesta la mancata partecipazione proveniente dal basso. “Avevo capito che fanno parte del basso tutti i cittadini che si richiamano a valori della sinistra tradizionale italiana che non condividono le scelte dell’attuale partito egemone di sinistra Pd. Ciò cozza con il fatto di trovarmi, nel caso in cui dovessi aderire alla tua iniziativa, ad aderire ad un movimento, aggregazione che per non so quale investitura ha come capo fila un tuo compagno di università che il popolo della sinistra demoralizzata, non conosce come compagno militante”.
Ci sono mugugni nel partito socialista. E forse per porvi rimedio sarebbe necessario una riunione interna volta a sciogliere dubbi e dissipare malumori.
Articolo uno, in ogni caso, la sua strada l’ha tracciata. E a livello nazionale, almeno, quasi tutto il partito (eccetto Nencini) è confluito con Mdp. Accadrà anche a Paola nonostante qualche resistenza? Ci sono alcuni socialisti che non sono d’accordo. Ma anche il sindaco si presume sarà tra i primi a capire l’opportunità che si presenta di aderire al movimento di Speranza.

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