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“Operazione Factotum”: sequestro di 1milione 613mila euro


La guardia di finanza di Amantea ha denunciato 5 soggetti per reati contabili e truffa ad enti pubblici. Sequestro per equivalente di 1milione 613mila euro. Avevano creato un sistema di false fatturazioni pari a circa 9 milioni di euro nell’ambito dei corsi di fromazione finanziati da regione e provincia.

AMANTEA – La guardia di finanza di Amantea ha sequestrato beni per 1milione 613mila euro e denunciato 5 persone per emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

In diverse regioni d’italia le fiamme gialle hanno eseguito un decreto di sequestro per equivalente emesso dal Gip di Paola Maria Grazia Elia su richiesta della procura. Le indagini sono state coordinate dal procuratore Pierpaolo Bruni e dirette dal sostituto Maria Francesca Cerchiara.

I dettagli dell’operazione Factotum

Nel mirino degli inquirenti 5 soggetti residenti nelle province di Cosenza, Roma e Siena. Evadevano imposte sui redditi e sul valore aggiunto e truffavano enti pubblici tra cui Regione Calabria e Provincia di Cosenza.

Il sequestro ha riguardato saldi attivi di 16 rapporti finanziari e 77 beni immobili tra fabbricati e terreni che si trovano ubicati nel Senese, nel Grossetano, nel Romano, nel Cosentino, nel Reggino e nel Messinese.

I soggetti denunciati avevano architettato un sistema di false fatturazioni pari a circa 9 milioni di euro. Ad emettere le fatture erano alcune società, anche estere per confondere le acque, da enti morali e associazioni no profit. Queste erano intestate a prestanome per evadere le imposte e creare credito Iva nei confronti dell’erario da usare poi a compensazione del debito Iva per ritenute d’acconto rilasciate ad altri soggetti ma mai versate.

“Una parte delle false fatture – informano i finanzieri – è stata utilizzata come giustificativo di spesa nell’ambito di un progetto di formazione professionale per l’apprendistato denominato Addetto al ricevimento. Ma anche nell’ambito di corsi di formazione organizzati nei seguenti settori: Gestione dell’azienda agrituristica, Tecnologia informatica nella gestione e promozione dell’agriturismo, Agricoltura sostenibile, rispetto per l’ambiente e qualità dell’azienda turistica.

Tutte le operazioni illecite venivano abilmente schermate da scritturazioni contabili opportunamente predisposte che, come dimostrato anche dal loro confronto con i movimenti bancari afferenti i conti aziendali e quello personale del principale indagato, hanno permesso di veicolare oltre 1,6 milioni di euro a beneficio del truffatore il quale ha in parte trasferito il denaro su conti correnti esteri.

Con tali stratagemmi gli indagati traevano anche in inganno gli enti finanziatori, che provvedevano quindi ad accreditare le relative somme”.


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