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Marlane, anche Papa chiede lo sblocco dell’ex area industriale


Raffaele Papa (Idm): “L’Alto Tirreno cosentino merita il diritto allo sviluppo attraverso l’uso opportuno dell’area Marlane”. Un intervento a sostegno dell’appello di qualche giorno fa dell’assessore di Praia a Mare Antonino De Lorenzo.

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TORTORA – “Sbloccare l’area Marlane significherebbe riconoscere all’Alto Tirreno cosentino il suo diritto alla crescita e allo sviluppo”.

Questa la riflessione di Raffaele Papa in merito al nuovo sequestro dell’ex area industriale Marlane – Marzotto da parte della Procura della Repubblica di Paola.

L’esternazione del coordinatore Idm di Cosenza e consigliere comunale di Tortora, arriva a supporto dell’opinione espressa giorni fa dall’assessore di Praia a Mare Antonino De Lorenzo.

Per Papa, fatto salvo il bisogno di giustizia, ora è il tempo di sposare la vocazione turistica del comprensorio che passa anche da quei terreni.

L’opinione di Raffaele Papa

“Senza entrare nel merito del provvedimento, ritengo che l’appello di de Lorenzo vada condiviso e sostenuto. Quell’area non può rimanere nel limbo dell’incertezza causando danni di non poco conto alla reputazione ed immagine del territorio.

È giusto che ognuno faccia valere in ogni sede i propri diritti. Pretendendo quel che gli è stato tolto o limitato. Siano essi affetti, salute e vita. Ed è altrettanto giusto definire per tutti ed interamente la vicenda.

Non è solo nell’interesse di Praia a Mare, ma dell’intero comprensorio che da sempre paga il fallimento di una politica industriale mai decollata.

Certamente per diversi anni la fabbrica ha dato lavoro ed occupazione generalizzata, anche se non piena. Ma i miliardi di lire spesi non sono bastati ad evitare gravi periodi di crisi in seguito alla chiusura della stessa.

Ad oggi, Praia a Mare e l’Alto tirreno cosentino possono contare su una ripresa, seppur timida, dell’attività turistica per dare crescita, sviluppo ed occasioni di lavoro alle nuove generazioni. Questa è una sfida che non può essere persa.

Questo territorio ha notevoli potenzialità che non devono essere limitate od offuscate da aloni e misteri. Pertanto è necessario fare chiarezza al più presto e nel caso provvedere ad opportuni interventi di bonifica, se effettivamente accertati, oltre che di riqualificazione o riconversione.

In tal senso sollecitiamo qualsiasi provvedimento purché non si trascinino ancora lunghi anni di incertezze e pregiudizi con vari interrogativi di fondo che invece vanno assolutamente chiariti, auspicando come già avvenuto per altre necessità, l’unione di sindaci e amministrazioni comunali per un obiettivo partecipato.

Si chieda anche l’intervento dei parlamentari calabresi e del Governo, ma per risolvere definitivamente il problema e non per accusare ancora il territorio”.


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