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Frontiera – 5 lustri, partito il processo al clan Muto di Cetraro


Partito il processo al clan Muto di Cetraro. Il “Re del pesce” deposita subito un memoriale: “Io non c’entro nulla con Eurofish”. I procedimenti unificati Frontiera e Cinque lustri al tribunale di Paola in composizione collegiale.

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PAOLA – Agli atti il memoriale di Franco Muto.

Una sorta di difesa, quella del boss, depositata in aula dal suo avvocato Nicola Guerrera. Una sorta di spiegazione al tribunale che lui con Eurofish e il mercato del pesce non c’entra nulla.

Frontiera – Cinque lustri

Tribunale blindato per il processo al clan. Si è aperto a Paola il procedimento Frontiera – Cinque lustri.

Alla sbarra 41 imputati. 38 del procedimento Frontiera e 3 da Cinque Lustri, adesso riunificati. Una udienza preliminare prima dell’apertura del processo vero e proprio caratterizzata dalle richieste del collegio difensivo. In particolare di acquisizione prove.

La pubblica accusa è stata rappresentata dai PM Luberto e Prontera. Il tribunale in composizione collegiale presieduto da Alfredo Cosenza ha rinviato per l’apertura del processo vero e proprio al 16 novembre sulla questione delle intercettazioni (nomina di un perito).

Il 20 novembre sono previste le audizioni di un operatore di polizia giudiziaria, il comandante dei Ros di Salerno, Visalli e di un pentito. Si tratta del collaboratore di giustizia Adolfo Foggetti.

Proprio Foggetti nel corso delle sue dichiarazioni ha rimarcato la vicinanza tra il clan Muto e l’imprenditore Giorgio Barbieri. Quest’ultimo è stato recentemente scarcerato. Il tribunale della libertà di Catanzaro ne ha disposto la scarcerazione (unitamente al suo stretto collaboratore Massimo Longo, ndr) ed è ora in attesa di giudizio anche del riesame di Catanzaro.

Foggetti si è soffermato con dovizia di particolari sulla questione relativa agli affidamenti di Piazza Bilotti a Cosenza e sull’affidamento dell’appalto. Altre tre udienze sono state fissate inoltre a dicembre: il 7, l’11 e il 21.

Il clan Muto alla sbarra

Il clan Muto è a processo in due filoni, entrambi curati dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

Un primo che ha riguardato in particolare il mercato del pesce, le estorsioni, lo spaccio di droga e le intimidazioni.

Il secondo a riguardo invece della presunta collusione tra il clan e il mondo imprenditoriale. Quest’ultimo affronta le posizioni del “patron” Giorgio Ottavio Barbieri, del suo uomo di fiducia Massimo Longo e di Francesca Barbieri.

L’accusa è quella di aver messo in piedi un sistema criminale, guidato dal Re del pesce, al fine di riempire i granai del clan con una serie di attività illecite. Un’associazione mafiosa.

Questi gli imputai: Giorgio Ottavio Barbieri, Massimo Longo, Francesca Barbieri, Antonio Abruzzese, Giuseppe Antonuccio, Davide Bencardino, Pierpaolo Bilotta, Agostino Bufanio, Giuseppe Calabria, Vincenzo Campagna, Giuseppe Candente, Gino Caroprese, Luca Carrozzini, Marco Carrozzino, Enzo Casale, Angelo Chianello, Simone Chiappetta, Giuseppe Crusco, Gaetano Favaro, Pier Matteo Forestieri, Amedeo Fullin, Cono Gallo, Vito Gallo, Agostino Iacovo, Emilio Iacovo, Maria Iacovo, Simone Iannotti, Laura Maccari, Alessandra Manganelli, Antonio Mandaliti, Filippo Matellecani, Francesco Muto, Antonio Pignataro, Maurizio Rango, Andrea Ricci, Michele Rizzo, Simona Maria Assunta Russo, Mariangela Tommaselli, Alexander Tufo, Luigino Valente, Fabrizio Vitale.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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