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Tortora, c’è una guerra dei boschi in montagna?


In pochi mesi a Tortora colpite due ditte del disboscamento da intimidazioni. Il business dei tagli fa gola alla criminalità organizzata?


TORTORA – Gli alberi, le biomasse, gli incendi.

Ingredienti del business del disboscamento. Elementi che si intrecciano. Che vanno considerati per comprendere cosa può esserci alla base dei recenti fatti di cronaca che hanno interessato l’area montana del Comune di Tortora.

In poco più di 5 mesi si contano due episodi contraddistinti da modalità criminose che riconducono alle intimidazioni solitamente perpetrate dalla criminalità organizzata.

Ovvero l’incendio doloso di alcuni mezzi da lavoro avvenuti in località montane tortoresi e a danno di ditte che operano nel settore del taglio dei boschi. In entrambi i casi, le imprese operavano per conto e su terreni di privati.

Il business dei tagli

Un ramo economico, secondo persone informate, nel quale si muoverebbero cifre interessanti. Forse tali da suscitare l’appetito delle cosche locali, sempre presenti dove ci sono i soldi.

Solo un’ipotesi. Ma al momento attuale si è nella fase in cui nulla va tralasciato. Soprattutto dal versante delle forze dell’ordine che, dopo aver raccolto le denunce, sono chiamate a investigare.

Il settore, a livello locale, vede in campo poche ditte di una dimensione tale da partecipare ai due principali sbocchi di guadagno. I tagli su suoli privati o pubblici, tramite gara o affidamento, e la vendita delle ramaglie alla centrale Enel a biomasse di Laino, meglio nota come centrale del Mercure.

Il business delle biomasse

Quest’ultima merita un approfondimento a parte.

Pare che i tagli di boschi nelle contrade montane di Tortora si siano intensificati a partire dalla riattivazione della centrale del Mercure, un tempo alimentata a carbone e poi a olio combustile.

La domanda di biomasse per la produzione di energia elettrica sarebbe così elevata che il mercato locale rappresenterebbe una porzione minima delle forniture. Piccola ma non trascurabile.

Esiste un consorzio, sorto proprio a livello locale, tra ditte che riforniscono la struttura Enel. Imprese che lavorano e offrono posti di lavoro.

Il business degli incendi

Infine ci sono gli incendi. Non quelli dolosi dei mezzi, ma quelli estivi che hanno largamente colpito il patrimonio forestale dell’intera regione. Anche tra i centri montani e non del Tirreno cosentino.

Proprio Tortora è uno dei centri più colpiti. C’è già chi ha fatto notare che si fanno e si faranno grossi affari con la rimozione degli alberi carbonizzati a scopo di pulizia o di messa in sicurezza del territorio.

Territorio, tra l’altro, che per caratteristiche orografiche e disfunzioni tutte calabresi è scarsamente controllato, se non del tutto sguarnito.

Insomma, quella puzza estiva di bruciato è pronta a convertirsi in odore di pecunia. Una traccia che potrebbe essere già stata fiutata da nasi poco raccomandabili.

I due casi

Nella notte del 5 maggio scorso, nella contrada San Quaranta di Tortora, un incendio doloso ha distrutto tre mezzi meccanici ad una ditta del posto impegnata nel disboscamento di un terreno privato.

Nella sera del 18 ottobre, nei pressi di un faggeto privato ad Acqualisparti, restano distrutti dalle fiamme appiccate da ignoti un escavatore cingolato ed un trattore di un’altra ditta del settore con sede a Castrovillari.

Due atti criminosi sui quali indagano i carabinieri della compagnia di Scalea. Se dovesse emergere un collegamento tra i due casi si potrebbe parlare di guerra dei boschi che potrebbe avere al centro gli introiti generati dallo sfruttamento delle risorse naturali.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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