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Depurazione, Ato Santa Maria del Cedro: un passo avanti


La depurazione di Santa Maria del Cedro passa integralmente in mano al privato. Ora tocca agli altri comuni dell’Ato. Diamante, Grisolia, Orsomarso, Buonvicino e Maierà. Intanto si va verso la chiusura della progettazione definitiva per interventi su depuratori e fogne per 11milioni e mezzo di euro.

SANTA MARIA DEL CEDRO – Il Comune di Santa Maria del Cedro ha di recente affidato definitivamente la depurazione ad Aqua consult.

L’affidamento prevede la gestione de depuratore comunale, la progettazione e la realizzazione degli interventi migliorativi. Questi ultimi riguardano sia gli impianti che la realizzazione di nuovi tratti delle fogne.

Il procedimento è stato avviato nell’ambito del progetto finanziario per il superamento delle criticità nel settore della depurazione.

Santa Maria del Cedro è comune capofila dell’omonimo Ambito territoriale ottimale di cui fanno parte anche Diamante, Grisolia, Orsomarso, Buonvicino e Maierà. Anche questi comuni, nei prossimi mesi, dovranno seguire lo stesso iter.

Un nuovo importante passo in avanti, dunque, nella depurazione del territorio.

Cosa prevede il progetto

A seguito dell’infrazione da parte dell’Unione Europea, è prevista la copertura con rete fognaria diretta o indiretta del 95 percento del territorio in esame. Diretta, con nuove condutture. Indiretta attraverso la realizzazione di pozzi neri e il prelievo con autobotti. Questo avverrà nelle porzioni di territorio scarsamente abitate, dove la realizzazione di nuovi tratti di fogna sarebbero antieconomici.

Oltre alla realizzazione di nuovi tratti fognari, sono previsti interventi di potenziamento per i grandi depuratori e la chiusura o rifunzionalizzazione di quelli piccoli.

I tre impianti principali saranno quelli delle località Frecciara a Santa Maria del Cedro e Sorbo e Vaccuta a Diamante. In essi confluiranno i reflui dei 6 comuni e saranno dimensionati tenendo conto del carico di lavoro nel periodo estivo. I depuratori minori saranno chiusi o relegati a compiti di pretrattamento.

A che punto siamo?

Attualmente si è ancora in fase di progettazione definitiva. Dopo alcuni rallentamenti, si attendono le ultime osservazioni dei comuni per eventuali aggiustamenti, ma sempre nell’ambito del budget a disposizione.

Si tratta di una somma di circa 11 milioni e mezzo di euro provenienti dal Piano nazionale per il Sud. Circa 7 milioni di euro sono di finanza pubblica, mentre i restanti quattro sono investimenti del privato aggiudicatario.

Se non ci saranno altri intoppi, il nuovo sistema di depurazione potrebbe entrare a pieno regime per l’estate 2109. A partire da quel momento in poi, diminuiranno e di molto gli alibi sulla annosa questione del mare sporco.

Nella logica del procedimento, il privato ha tutto l’interesse a far funzionare al meglio gli impianti. Per rientrare della parte investita attraverso i canoni pagati dai comuni e, soprattutto, per le responsabilità dirette che si ritroverà ad assumersi. Dalla progettazione alla realizzazione, fino alla gestione e persino allo scarico in mare.

Una soluzione che dovrebbe eliminare la pratica dello “scaricabarile”. Ai comuni resta comunque il potere di vigilanza.



About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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