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Ospedale Lagonegrese, espropriati battono cassa: la regione replica

Famiglie indennizzate per le occupazioni dei terreni di località Castagnareto espropriati per l’ospedale unico del Lagonegrese. La Regione Basilicata precisa: “A loro 378mila euro, vicenda strumentalizzata per ottenere cifre non spettanti”.

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LAGONEGRO – Sono stati indennizzate con 378mila euro i proprietari dei terreni di località Castagnareto di Lagonegro espropriati per la costruzione dell’ospedale unico per acuti del Lagonegrese.

Ma le famiglie non ci stanno e minacciano di chiedere più soldi non ritenendo congruo quanto stabilito.

La Regione Basilicata interviene sulla vicenda dopo le esternazioni rilasciate a media lucani, tra cui Lasiritide.it.

Queste persone sono dunque tornate in possesso delle loro proprietà. Nel territorio del Lagonegrese resta l’amarezza per il fallimento del progetto che sarà cancellato o comunque realizzato altrove.

Le precisazioni della Regione Basilicata

“In merito a recenti dichiarazioni rilasciate in questi giorni alla stampa da alcuni proprietari dei terreni in località Castagnareto di Lagonegro la Regione Basilicata precisa quanto segue.

La Regione (concedente) ha risolto con richiesta di risarcimento danni il contratto con la Sol Spa, società concessionaria della costruzione e gestione dell’ospedale unico per acuti di Lagonegro, perché quest’ultima non ha rispettato le clausole contrattuali chiedendo ulteriori risorse finanziarie non riconoscibili per legge.

Sulla vicenda è in atto un contenzioso tra le parti per il quale, al momento, non è stata pronunciata sentenza. Pertanto le dichiarazioni su presunti danni a carico della regione sono false e tendenziose, oltre che chiaramente strumentali.

Tra l’altro, è bene precisare che le somme anticipate dalla regione sono ampiamente coperte da polizza fideiussoria a carico della concessionaria per un importo di oltre otto milioni di euro.

Nel pieno rispetto dei tempi fissati per legge, la regione ha restituito, la settimana scorsa, ai legittimi proprietari i terreni espropriati, notificando agli stessi una determina dirigenziale regionale con la quale veniva comunicato l’importo dell’indennità di occupazione riconosciuta per 5 anni, a partire dal 2012 anche per le famiglie che effettivamente hanno lasciato i fabbricati solo due anni fa (27/03/2015).

L’ammontare complessivo delle indennità è di 378 mila euro. Molte delle cose affermate in questi giorni dai proprietari dei suoli e dei terreni non trovano riscontri documentali e normativi. In questi anni la regione non ha mai avuto accesso agli immobili occupati. Le chiavi infatti sono rimaste depositate presso il Comune di Lagonegro dalla data di effettiva occupazione (27/03/2015).

I quattro fabbricati non hanno assolutamente subito danni strutturali, come invece dichiarato, mentre i problemi di umidità (perché di questo si tratta) rilevati nei fabbricati sono determinati dall’inutilizzo degli stessi da due anni e mezzo a questa parte.

Non accettare le indennità erogate e richiedere cifre maggiori per diversa valutazione dei terreni o per presunti danni appare pertanto un tentativo di strumentalizzazione della vicenda, finalizzato ad ottenere cifre non spettanti”.


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