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Paola, falso avvocato e cancelliere a giudizio


Arturo Senatore, falso avvocato, raggirava clienti millantando conoscenze e falsificando documenti: via al processo a Paola. Alla sbarra anche Silvio Cauteruccio, ex cancelliere del tribunale. Al’esame alcune truffe per comprare terreni demaniali e licenze tabacchi o per autorizzazioni ambientali.

PAOLA – “Avvocato e consulente tecnico dell’ufficio del Giudice”.

Era il biglietto da visita del falso legale Arturo Senatore. Due anni di raggiri in lungo e largo il Tirreno cosentino. A fargli da spalla, in qualche occasione, vi sarebbe stato anche un insospettabile: un ex cancelliere del tribunale.

Si è aperto l’altro ieri il procedimento a carico di Arturo Senatore e Silvio Cauteruccio. L’udienza è stata rinviata per difetto di notifica al prossimo 5 dicembre. Sono sette le persone che si sono costituite a giudizio nel procedimento.

I particolari del caso

Senatore si vantava di essere un avvocato capace di risolvere in breve tempo le cause. Uno stratagemma usato per trarre in inganno tante vittime.

Produceva in quantità industriali documenti falsi e contraffatti, per dimostrare agli ignari clienti la bontà del suo operato. L’ha fatta franca, per diverso tempo. Poi le denunce e le consequenziali indagini della guardia di finanza di Paola agli ordini di Paolo Marzano.

Senatore si presentava come avvocato in grado di portare a soluzione le problematiche debitorie con Equitalia, millantando anche l’amicizia con un giudice. Induceva le vittime ad affidarsi a lui, rassicurandole falsamente sull’iter e sull’esito positivo delle vertenze giudiziarie.

A tale scopo, consegnava ordinanze, dispositivi di sentenza, decreti ingiuntivi apparentemente emessi dagli uffici dell’autorità giudiziaria di interesse dei tribunali di Paola e Cosenza. Di fatto, però, erano artatamente formati. Si faceva quindi consegnare soldi in più trance, in contanti e con assegni.

Tra i documenti oggetto dell’indagine sono finite inesistenti sentenze del tribunale di Paola, riportanti il nome di un giudice e timbri falsi recanti nome e firma di un altro cancelliere. Firme e timbri fasulli anche sui provvedimenti esecutivi a nome dell’ex presidente del tribunale. E ancora: provvedimenti del tribunale di Cosenza con firme fittizie di un giudice. Sempre dal capoluogo Bruzio emergono altri documenti falsi con firme di altri togati e timbri dell’ex tribunale di Scalea.

Vittime raggirate

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Nella storia finisce anche il caso di un terreno demaniale. Senatore rassicurava un ignaro cittadino di Tortora per fargli ottenere l’acquisto vantando conoscenze e amicizie e mostrandogli anche giudicati del tribunale di Paola.

Agli atti del processo finiscono anche firme di avvocati sconosciuti. Ma anche sentenze false del Tribunale amministrativo regionale e del Consiglio di Stato. Equitalia e Agenzia delle Entrate finiscono nel mirino di Senatore che fabbrica pure provvedimenti, ordinanze, procedute esecutive e documentazioni varie.

Un altro caso è relativo a un acquirente di una licenza di tabacchi facendo credere la possibilità che sarebbe intervenuto nell’acquisto/aggiudicazione tramite apposita asta giudiziaria che però di fatto era inesistente.

Raggirata anche una società. Senatore aveva assicurato ai suoi responsabili un atto di fideiussione apparentemente emesso dal Consorzio di garanzia Fidi (Confidi Centrale). Considerata la falsa polizza la società si vedeva annullare, fino a nuova sottoscrizione di regolare polizza, l’autorizzazione per la creazione dell’impianto di trattamento di rifiuti non pericolosi in precedenza concessa dall’amministrazione provinciale di Cosenza, settore ambiente e demanio idrico.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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