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Paola, il Pri “confonde” le carte


Le missive inoltrate all’indirizzo dei paolani, sono state diramate dalla Commissione liquidatrice. Il Pri viene “bacchettato” dall’amministrazione comunale: “tenta di fuorviare l’opinione pubblica sulla reale provenienza dei fatidici avvisi urgenti”.

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PAOLA – Il Pri lancia l’allarme su avvisi pubblici di pagamento del comune, ma l’amministrazione scova “l’anomalia”. E non era tutto sommato difficile. “Relativamente all’enfasi con cui una certa politica, rimasta esclusa dal consiglio comunale, continua a cercare visibilità su argomenti dei quali probabilmente ignora la matrice, si rende necessario fare chiarezza”. Così l’Esecutivo che aggiunge come “sia ormai palese la difficoltà di quanti sono giunti addirittura a disconoscere l’entità dei tributi maturati sotto la loro gestione amministrativa”.

La Giunta Perrotta rileva come: “sia consigliabile non valorizzare la posizione strumentale di coloro che attribuiscono all’Amministrazione comunale delle responsabilità da far valutare alle “Autorità preposte”. Ed è quindi doveroso diradare l’ennesima nuvola d’inchiostro spruzzata da chi crede – in spregio della verità – di poter continuare ad allontanare da sé la scia di una cattiva gestione magneticamente attaccata all’azione di chi ha perso le elezioni”.

Quella del Pri viene etichettata come una colossale bufala. “Anziché spaventare i cittadini, agitando lo spettro di malintenzionati pronti ad approfittare delle diciture inserite in recenti comunicazioni recapitate a diversi indirizzi, sarebbe stato opportuno riconoscere che l’errore da cui tutta questa vicenda ha preso avvio è da far risalire a quel fatidico 29 ottobre 2012, quando con pervicacia e protervia inaudita venne intrapresa la via del dissesto”.

paola cs giunta perrotta

Dalla dichiarazione di quello stato fallimentare, si rileva ancora dal comune “molti malintenzionati si sono susseguiti nei corridoi del Sant’Agostino, dalle ditte interdette per questioni d’antimafia, ai pallottolieri che hanno impresso tariffe su servizi che persino l’Autorità competente al controllo ha bollato come inique. Inoltre, considerando l’accettazione di una dichiarazione presentata addirittura in due tempi, tra le stanze del municipio è stato istituito l’ufficio della Commissione Straordinaria di Liquidazione, organo indipendente e necessario all’espletamento di operazioni che non rientrano nella pertinenza dell’amministrazione comunale”.

Proprio quello dei Commissari Liquidatori è l’ufficio che, in questi giorni, si è trovato a dover spedire a casa dei paolani le missive che alcuni hanno contestato pubblicamente: “si tenta di fuorviare l’opinione pubblica sulla reale provenienza dei fatidici “avvisi urgenti”. Questo reca non poco fastidio il dover prendere atto che qualcuno, in barba ad ogni sorta di codice deontologico, etico e comportamentale, tenti di lanciare segnali della propria minuscola presenza cavalcando uno sdegno concepito in tempi alieni al presente, quando in comune si poteva fare (e dire) tutto e il suo contrario”.

In definitiva, per comprendere quanto sia priva di fondamento l’ultima sortita di coloro che già in altre occasioni hanno affisso la propria vergogna al muro, basta dare un’occhiata all’intestazione impressa sui fogli recapitati alla cittadinanza. Laddove si legge inequivocabilmente: “Comune di Paola – Comm. Straord. di liq.ne”; col sottotitolo a seguire che rende tutto ancor più chiaro, “commissione straordinaria di liquidazione”. Un ufficio sorto non di certo sotto la gestione Perrotta”.

In conclusione? “Prima di lanciare pietre, certa gente farebbe bene ad assicurarsi di avere ancora una mano da nascondere”.

Una vera e propria cantonata.



About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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