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Paola, tutti i nomi dell’operazione Camaleonte


Ordinanza di custodia cautelare in carcere per Agostino Iacovo, due persone ai domiciliari e 14 iscirtti nel registro degli indagati. L’operazione della Gdf di Paola è la prosecuzione di quella del marzo 2017.

PAOLA – Operazione Camaleonte, 3 arresti e altri 14 indagati. La custodia cautelare in carcere è stata disposta per Agostino Iacovo, 40 anni, di Cetraro.

Arresti domiciliari per Salvatore Sciammarella, 62 anni di Paola e Adele Nutino, 44 anni, di Cetraro.

Gli altri indagati sono Gigliola Iacovo 45enne di Cetraro, Salvatore Marasco, 62 anni, di Limbadi, Angelina Sciammarella, 33 anni, di Paola, Enzo Buono 47 anni, di Belvedere Marittimo, Alessandra Rogato 42 anni, di Belvedere Marittimo, Anna Gravina 39 anni, di Paola, Michele Russo 43 anni, di Belvedere Marittimo, Isabella Molinaro Novello, 37 anni, di Paola, Francesca Gagliardi 30 anni, di Paola, Gina Andreoli 72 anni, di Cetraro, Gina Liguori, 68 anni, di Carolei, Carmelina Carrozzino, 43 anni, di Belvedere Marittimo.

Le indagini sono state istruite dalla Procura di Paola sotto la guida di Pierpaolo Bruni, coadiuvato dal sostituto Teresa Valeria Grieco, ed eseguite dalla Guardia di finanza di Paola agli ordini del comandante  Paolo Marzano.

In particolare, l’associazione criminale, capeggiata da Agostino Iacovo, attribuiva fittiziamente la titolarità di società e aziende al fine di eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniali, evadere imposte, tasse e contributi e truffare soggetti terzi anche attraverso l’autoriciclaggio di somme di denaro.

Capo e promotore dell’associazione, effettivo titolare dei beni e delle attività, per Agostino Iacovo, già destinatario di precedente misura restrittiva, è stata applicata la misura della custodia in carcere.

È, questa, un seguito dell’indagine del marzo 2017 a riguardo dei cosiddetti prestanome che avrebbero quindi evitato il sequestro del principale indagato.

paola tribunale
Il tribunale di Paola

La seconda fase di indagine

In questa seconda fase delle investigazioni sono state accertate anche condotte di autoriciclaggio, commesse da due degli odierni arrestati, per importi superiori a 100.000 euro, profitto dei reati di intestazione fittizia.

La predetta somma è stata autoriciclata, attraverso una serie di movimentazioni finanziarie confluite nei conti correnti di altre società, sempre intestate a prestanome e di proprietà di Iacovo.

Per tali motivi, su disposizione del Gip presso il tribunale di Paola, sono state ulteriormente sottoposte a sequestro le quote sociali di due società, complessi aziendali, beni immobili, mobili, autovetture e disponibilità finanziarie riferiti alle suddette persone giuridiche, beni e disponibilità finanziarie riconducibili alle persone indagate per un valore complessivo pari a circa 1 milione di euro.

Le indagini effettuate dalle fiamme gialle, comprensive della prima e della seconda fase, hanno consentito di ricostruire la storia societaria e finanziaria di 14 imprese attive nei seguenti settori: supermercati, abbigliamento e pubblicità, tutte riconducibili al “dominus” di fatto di proprietario e gestore, attraverso compiacenti prestanome legati da vincoli di parentela, di amicizia e pregressi rapporti di lavoro.

Le attività commerciali venivano avviate ed operavano di fatto per uno o due anni, durante i quali però contraevano ingenti debiti nei confronti di fornitori e, soprattutto, dell’Erario, per poi essere abbandonate, poste in liquidazione o dichiarate fallite.

I complessi aziendali, quindi, venivano ceduti ad altri soggetti economici di nuova costituzione, sempre riconducibili all‘effettivo titolare, attraverso i prestanome.


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