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Autismo: Dimmi A e l’impegno per il territorio


Se ne parla sempre troppo poco. Autismo e territorio: dal 2012 sul territorio attiva Dimmi A. Il 7 aprile cena solidale a Scalea per “CuoriDiversaMenteBlu”.

SCALEA – Se ne parla troppo poco.

Se non con l’approssimarsi della Giornata mondiale sulla consapevolezza dell’autismo, sancita dalle Nazioni unite nel 2007, che ricorre oggi 2 aprile.

Eppure, il problema c’è anche tutti gli altri 364 giorni dell’anno. E Dimmi A, non lo dimentica. Sul territorio dell’Alto Tirreno cosentino è l’associazione che si occupa della sindrome dell’autismo, di sostegno morale alle famiglie e realizzazione attività per i ragazzi con disturbi dello spettro autistico.

Dimmi A, A come amore, aiuto e autismo, è stata fondata nel 2012 da un gruppo di genitori con figli autistici per creare ciò che mancava sul posto: informazione, consapevolezza, e terapie.

dimmi a scalea

I primi genitori ad unirsi in associazione, hanno avuto tutti la stessa esperienza. Dopo le diagnosi, inizia il viaggio verso i migliori centri d’Italia. In particolare a Roma. È lì che vengono in contatto con specialisti che applicano il metodo Aba, Applied behavioral analysis, analisi applicata del comportamento che, è bene precisare, non porta alla guarigione. Dall’autismo purtroppo non si guarisce, ma con gli approcci cognitivo-comportamentali giusti si può migliorare.

Decidono quindi di fare qualcosa sul posto. Qualcosa che potesse accorciare le distanze e portare le terapie sul territorio. Così negli anni, oltre ad un aumento enorme di associati, sono stati raggiunti traguardi importanti. Sono tanti i convegni organizzati finora. Dimmi A sottolinea sempre l’importanza di divulgare almeno le nozioni principali sull’autismo, perché solo conoscendo il problema la società potrà accogliere senza alcuna difficoltà, come dovrebbe essere, questi ragazzi.

E poi le attività in sede, con terapie praticate da specialisti che usano il metodo Aba provenienti da Roma, le Summer school a stretto contatto con la natura. E tanto altro.

Il tutto realizzato con le proprie forze, facendosi carico di tutte le spese. Dimmi A è un’associazione autofinanziata. Non eroga servizi, non percepisce fondi statali, sopravvive grazie alle loro attività di raccolta fondi, per questo si definisce associazione di auto mutuo aiuto. Le terapie sono costose e non tutti riescono a sostenerle. L’associazione purtroppo non è in grado di offrire un aiuto economico.

Per questo danno vita ad iniziative come quella in programma il prossimo 7 aprile 2018. A Scalea, all’hotel Parco dei principi, si terrà la Quinta cena solidale #CuoriDiversaMenteBlu, evento organizzato per raccogliere fondi che poi vengono destinati ai progetti educativi e tutte le attività dei ragazzi di Dimmi A.

Occorre parlare, diffondere e divulgare informazioni per contrastare l’isolamento e la discriminazione delle persone con autismo. Occorre parlare per migliorare i servizi e favorire la nascita di nuove idee e progetti. Ma è soprattutto necessario, come sottolinea anche Dimmi A, stimolare l’intervento delle istituzioni, affinché possano essere erogati aiuti economici alle famiglie che hanno questo problema, ma anche per finanziare e promuovere la ricerca scientifica.

“La forza e il coraggio – racconta Doris Paternoster, una delle soci fondatrici dell’associazione – sono le caratteristiche di Dimmi A. Abbiamo iniziato soprattutto per dire ai genitori di non mollare, se ce l’abbiamo fatta noi potete riuscirci anche voi. Il nostro è un percorso sempre in crescita. Abbiamo un ruolo fondamentale nella vita dei nostri figli, perciò siamo in costante formazione. E più crescono più cambia il modo di rapportarsi a loro. Anche noi abbiamo bisogno di essere seguiti e aggiornati. L’aspetto economico è un problema – aggiunge – lo Stato non ci aiuta. La nostra spesa media annua per le terapie, a figlio, è di circa 10mila euro per solo 10 ore settimanali. Non bastano i soldi e non sono sufficienti le ore di terapie. Abbiamo bisogno di terapisti che seguano i ragazzi in tutto, hanno bisogno di fare vita normale e attività di reinserimento nella società. Noi genitori non ce la facciamo da soli. Così, siamo tutti autistici h24. Abbiamo bisogno di sostegno e aiuto. C’è bisogno dell’intervento delle Istituzioni. Cerchiamo da sempre di coinvolgere le amministrazioni comunali locali, le scuole, e tutti gli enti che potrebbero dare un grosso aiuto alla nostra associazione. Contando solo sulle nostre capacità riusciamo a fare tanto ma non basta. Non servono a niente palloncini e luci blu il 2 aprile se per il resto dell’anno tutti si dimenticano dei nostri ragazzi. I nostri figli – conclude – sono persone speciali e meritano più attenzione da parte di tutti”.

“Abbiamo bisogno del sostegno di tutti – spiega l’associazione – perché per realizzare i nostri progetti è necessario essere supportati da figure professionali con delle specifiche competenze nell’ambito delle tecniche cognitivo-comportamentali. Tali professionisti sono in grado di guidare noi genitori nell’insegnare ai nostri bambini modalità comunicative funzionali che migliorano la qualità di vita delle nostre famiglie. Ci aiutano ad affrontare e gestire le più piccole azioni quotidiane e ad incrementare le autonomie personali e sociali dei nostri piccoli. Per esempio imparare a lavarsi le mani o versare un bicchiere d’acqua, vestirsi, lavarsi, allacciarsi le scarpe, gestire il proprio comportamento a scuola, approcciarsi allo sport, al catechismo o anche semplicemente come riuscire a vivere serenamente una passeggiata con i compagni.

Il nostro obiettivo – precisano da Dimmi A – è quello di realizzare progetti utili ed efficaci qui, nei luoghi dove le famiglie vivono. Scuola, sport, musica, attività ludiche e ricreative, conosciamo le diverse problematiche che l’autismo ci pone e siamo pronti ad affrontarle. I bambini speciali hanno bisogno di essere seguiti e accompagnati con servizi qualificati e interventi specializzati . Possiamo affermare che la nostra mission è creare una rete di servizi in grado di prendere in carico i bambini con sindrome autistica in modo globale”.


About Pierina Ferraguto

Giornalista pubblicista dal 2013. Laureata in Filosofia e scienze della comunicazione e della conoscenza all'Università della Calabria. Dal 2006 al 2008 lavora come stagista nella redazione di Legnano de Il Giorno. In Calabria lavora con testate regionali di carta stampata e televisive.

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