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Scalea, Nicola Battaglia: “La disabilità non mi ferma”


Senza avambraccio ma con tanta voglia di fare. Nicola Battaglia ha trovato lavoro presso una ditta che si occupa di distribuzione di bibite. “Finalmente qualcuno ha guardato oltre la protesi”.

“Non mi sono mai arreso. Finalmente qualcuno ha guardato oltre la mia disabilità”. È soddisfatto ed enormemente felice Nicola Battaglia per il suo nuovo lavoro. La sua storia ormai la conoscono tutti. La novità è che Nicola, giovane di Scalea senza avambraccio a causa di un grave ed invalidante incidente sul lavoro, è riuscito a trovare un’occupazione che lo fa sentire “normale”, che lo rende ancora vivo e attivo, in grado di provvedere alla sua famiglia.

E questo grazie al suo nuovo datore di lavoro, titolare di una ditta che si occupa di distruzione di bibite, che non ha considerato la disabilità di Nicola, ma ha tenuto semplicemente conto del suo curriculum, valutando la presenza dei requisiti richiesti.

“Per la mia azienda – ha raccontato il titolare della ditta – stavo cercando una persona capace e volenterosa, in possesso di una patente di categoria C per la guida di camion e mezzi adibiti al trasporto di cose, dal momento che ho dovuto acquistarne un altro per necessità lavorative. A questo punto, mi serviva un altro operaio e Nicola faceva al caso nostro. Lo conoscevo già, sapevo della sua passione per questo lavoro. Fare l’autotrasportatore è sempre stato il suo sogno. Abbiamo valutato le sue capacità e nient’altro. La sua invalidità – ha concluso il nuovo datore di lavoro di Nicola – non rappresenta un problema. Siamo contenti di averlo tra noi”.

Nicola Battaglia a lavoro

Dovrà quindi abituarsi Nicola, alle facce “strane” dei clienti che si vedono recapitare le bibite acquistate da un persona che al posto del braccio ha una protesi. Tutta colorata e tatuata, con una pinza al posto della mano, in gergo manipolatore, di certo non passa inosservata. Ma Nicola non si fa problemi. Anzi.

Mi guardano meravigliati – ha raccontato – mi dicono che forse per me era meglio stare in un ufficio. Ma la verità è che io finalmente mi sento vivo. Non nascondo che è molto dura. Il lavoro è faticoso, ma stringo i denti e vado avanti. A volte la sera torno a casa stanco ma negli occhi di mia moglie e delle mie figlie intravedo serenità, e questo mi da la forza per superare gli ostacoli che la vita mi mette davanti. Solo un pazzo come me può fare certe cose. Si, perché la mia “follia” mi ha fatto raggiungere traguardi importanti. Vedo le persone arrendersi con facilità, io invece, anche se mi è servito un po’ di tempo, non mi sono lasciato travolgere dalla disperazione. È vero, quel maledetto incidente mi ha cambiato la vita, non ho più un braccio, ma sono ancora qua e voglio essere considerato una persona assolutamente normale”.

Il messaggio di Nicola è chiaro. “Sono un uomo come tutti gli altri. Voglio far capire alla gente che anche a noi invalidi va data una possibilità. Se il mio nuovo datore di lavoro non avesse guardato oltre il mio braccio, come purtroppo ancora fanno tante persone, sarei ancora disperatamente disoccupato. Gli sono grato per questa opportunità”.

Nicola Battaglia

Così Nicola è anche riuscito ad unire l’utile al dilettevole, passione lavoro, fare l’autotrasportatore e occuparsi economicamente delle donne di casa. Ha dovuto un po’ accantonare la sua seconda passione, quella per la cucina. “Non ho molto tempo” ha detto, ma grembiule e fornelli continuano a rappresentare un’altra missione da portare a termine.

Negli occhi di Nicola è tornata la gioia. Il suo volto si illumina ancora e il suo sorriso è tornato quello di un tempo. Sembra davvero il lieto fine di una brutta storia. Ma non è stato tutto rosa e fiori. E soprattutto non ha ricevuto l’aiuto di nessuno. Eccetto qualche amico e la sua famiglia, Nicola, abbandonato da tutti dall’incidente in poi, si è risollevato da solo, contando sulle sue capacità. Ciò che lo rende una persona speciale non è la protesi tatuata, ma la sua grande forza di volontà.

Il racconto di Nicola si conclude con una morale precisa e diretta ai lettori. “Never give up” è il suo motto. “Non mollare mai”.


About Pierina Ferraguto

Giornalista pubblicista dal 2013. Laureata in Filosofia e scienze della comunicazione e della conoscenza all'Università della Calabria. Dal 2006 al 2008 lavora come stagista nella redazione di Legnano de Il Giorno. In Calabria lavora con testate regionali di carta stampata e televisive.

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