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Appalto amico, Marsiglia e Biondi ai domiciliari


Decisione del Riesame: il dirigente-commercialista e l’imprenditore lasciano il carcere. La terza persona indagata si trovava già agli arresti presso il domicilio


CATANZARO – Escono dal carcere due dei tre protagonisti dell’operazione Appalto amico della guardia di finanza di Scalea contro il malaffare nella pubblica amministrazione.

Gennaro Marsiglia, sindaco di Aieta ma indagato per i suoi ruoli dirigenziali in alcuni comuni del Tirreno cosentino, e Andrea Biondi della omonima cooperativa aggiudicataria di alcuni servizi comunali, vanno ai domiciliari.

È di ieri la decisione in tal senso del tribunale del Riesame di Catanzaro espressosi sull’ordinanza di custodia cautelare in carcere del Gip di Paola e risalente al 28 giugno scorso.

La misura cautelare, quindi, è stata sostituita con la detenzione domicilIare.

Una misura, dunque, simile a quella adottata nell’immediatezza degli arresti per la terza persona indagata, Chiara Benvenuto, moglie di Gennaro Marsiglia e implicata nell’operazione per il suo ruolo all’interno della cooperativa Artemisia.

Le manette, per i tre, lo ricordiamo, erano scattate lo scorso 6 luglio. Sono accusati di corruzione e turbativa d’asta.

Dalle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Paola, sono emerse una serie di attività illecite messe in atto dai tre per aggiudicarsi appalti pubblici. Lo avrebbero fatto attraverso la partecipazione a bandi di gara “sartoriali”.

Ovvero, preparati tenendo conto delle caratteriste della cooperativa Artemisa, gestita da Benvenuto e riconducibile a Marsiglia, che poi di fatto di guadagnava lavori per le pubbliche amministrazioni.


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