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Il marcio nella Pubblica amministrazione: tira un’aria nuova?


Con l’arrivo di Pierpaolo Bruni a Paola ci si aspettavano colpi ai clan locali. Per ora, il suo lavoro si è concentrato sui municipi del Tirreno cosentino

PAOLA – E se ci fosse un’inversione di tendenza nella lotta al malaffare del Tirreno cosentino?

Merito del procuratore capo di Paola, Pierpaolo Bruni? Difficile rispondere, ma di certo in poco più di un anno di guida dell’ufficio di procura competente per il territorio la sua mano si è fatta sentire.

Bruni – lo ricordiamo – arrivò in riva al Tirreno cosentino preceduto dalla sua fama di procuratore “antimafia”. Questo, per via soprattutto del suo lavoro, svolto precedentemente presso la Procura di Catanzaro, contro la criminalità organizzata calabrese. Impegno che gli è valsa anche qualche intimidazione.

In molti pensarono a un nuovo fronte di contrasto alle cosche locali (per le quali, per il momento, si registra l’impegno della Dda, vedi “Frontiera”). Ma non furono pochi nemmeno quelli che, al suo arrivo, pensarono:

Ora salteranno i coperchi nelle stanze dei municipi”.

Un po’ un auspicio, o forse il timore, che ci fosse una sorta di “sequel” a quanto realizzato, sempre dalla Dda, con l’operazione Plinius che, nel 2013, a Scalea svelò l’intreccio tra politica e ‘ndrangheta e portò all’arresto di parte della Giunta Basile e di appartenenti alle locali ‘ndrine, collegate al clan Muto di Cetraro.

Con l’avvento di Bruni – c’è da aggiungere – nel giro di pochi mesi sono state portate a compimento alcune operazioni in ambito “amministrativo”.

Il riferimento è ad “Appalto amico”, per assegnazioni “pilotate” di servizi nei comuni di Buonvicino e Maierà (con l’arresto di un’altro sindaco, quello di Aieta, Gennaro Marsiglia, coinvolto però nella sua veste di funzionario pubblico presso gli altri enti e di commercialista delle cooperative coinvolte).

Poi, un’altra inchiesta che ha colpito il primo cittadino di Guardia Piemontese.

E ancora: Operazione Merlino, con la guardia di finanza, che ha condotto all’arresto di Gianfranco Ramundo, sindaco del Comune di Fuscaldo, e di altri amministratori. (Aggiornamento aggiunto il 5 novembre 2018)

Il procuratore Bruni all’atto di insediamento a Paola in compagnia di Gratteri

Si indagano i reati contro la Pa

Casualità? Affatto. E la conferma è stata fornita – qualora ce ne fosse stato bisogno – proprio nel corso della conferenza stampa di ieri in procura, a Paola.

“Nei nostri uffici – ha spiegato agli organi di informazione Pierpaolo Bruni – abbiamo creato un gruppo che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione. Ed è proprio dal lavoro di verifica e ricostruzione fatto da questo gruppo che siamo riusciti a concludere questa operazione”.

Si deve inoltre tener conto anche del fatto che le forze dell’ordine e l’ufficio di procura, nel corso della conferenza stampa convocata in occasione degli arresti di Appalto amico, hanno chiarito che quell’investigazione prosegue per verificare ipotesi di reato simili in altri comuni del territorio.

Insomma, pare tirare un’aria nuova e quella gestione “silente” e spesso “amicale” dei municipi (parliamo di molti comuni da poche migliaia di abitanti che caratterizzano il territorio in questione) appare come un castello di carte pronto a cadere.


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