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Puliva seppie in ospedale, medico licenziato


La comunicazione dall’Azienda  sanitaria provinciale di Cosenza. Il fatto si è verificato in alcuni locali del nosocomio di Praia a Mare

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PRAIA A MARE – È stato licenziato il medico che puliva le seppie nell’ospedale di Praia a Mare.

A darne notizia, in un comunicato stampa, la direzione strategica dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, che ha disposto il licenziamento.

Medico pulisce seppie in ospedale: il video

Il fatto si era verificato nelle settimane scorse. Non è dato però sapere “quando” con precisione. Dell’accaduto si era appreso attraverso un filmato. Le riprese sono state effettuate da una seconda persona, presumibilmente con uno smartphone.

Le immagini, in poco meno di 30 secondi, mostrano l’uomo in abiti da lavoro mentre è intento a pulire del pesce in un locale ospedaliero di Praia a Mare dotato di lavandini. Nell’effettuare questa operazione, il medico si spinge anche ad assaggiare le seppie, sporcandosi il viso di “nero”.

I due ci scherzano anche su. “Hai il muso tutto nero”, dice l’autore del video al medico che esplode in una goffa risata mentre mastica. Poi: “Scusa, ma se la mangi tutta tu – ancora il cameraman –, poi cosa metti nella pasta”?

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“Hai il muso tutto nero”, dice l’autore del video al medico che esplode in una goffa risata mentre mastica

Questo filmato è poi stato diffuso nella rete – forse con un po’ di leggerezza da parte dei protagonisti –. La sua massima diffusione deve essersi registrata attraverso Whatsapp. Di lì all’indignazione, il passo è stato breve.

Puliva seppie in ospedale: la posizione dell’Asp

“Essendo risalita, attraverso ai video messi in rete, alla conoscenza dei dati anagrafici del medico che all’interno dei locali del presidio ospedaliero di Praia a Mare si dedicava alla pulizia delle seppie, senza disdegnare qualche morso nel corso di tale attività, comunica che ha interrotto ogni rapporto professionale e di lavoro con il sanitario, del quale condanna le condotte assunte”.

Il comunicato aziendale parla di “condotte”, al plurale. Forse avvalorando le voci circolate di recente e che vorrebbero il sanitario coinvolto in altri comportamenti non consoni all’ambiente di lavoro.

All’esplodere del caso, la direzione dell’ospedale di Praia a Mare aveva annunciato un’indagine interna conoscitiva dei fatti. Da subito però aveva fornito chiarimenti sui locali in cui il fatto è avvenuto. Si tratterebbe di stanze concesse in comodato al 118.

Ospedale “pescheria”: l’indignazione dei cittadini

La vicenda, per molti giorni, ha tenuto banco nelle discussioni tra gli utenti. Dibattito sviluppatosi nella vita reale, tanto quanto sui social.

Nessuna giustificazione di sorta per l’insano gesto. Ma le riflessioni si sono spinte oltre, sconfinando nella diatriba sulla chiusura e consequenziale lotta per la riapertura dell’ospedale di Praia a Mare.

L’opinione (ferma la condanna del gesto, ndr) si è divisa in due. Da un lato chi ha approfittato del caso quasi per “incensare” il declassamento della struttura e, di contro, indebolire le tesi di chi vuole che torni in piena funzione.

Dall’altro lato, coloro che preferiscono che “non si faccia di tutta l’erba un fascio”. A Praia a Mare – il nocciolo della loro tesi – operano (e hanno operato, ndr) professionisti validi. Un operato che, dunque, non deve essere scalfito da una “mela marcia”.



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