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Paola, alloggi popolari chiusi e cittadini con doppie abitazioni


Case popolari, la situazione rischia di farsi incandescente tra proteste e malcontenti. Il comune di Paola chiamato a intervenire

PAOLA – Case popolari a Paola: la situazione rischia di farsi incandescente.

Sta passando troppo tempo tra ordinanze urgenti e persone che attendono di avere un’abitazione in quanto presenti tra i primi posti della vecchia graduatoria.

Ci sono famiglie che passano da una casa a un’altra senza garanzie. Sono in ogni caso sistemazioni momentanee. In alcuni casi veri e propri buchi di pochi metri quadrati che non offrono le garanzie richieste a chi dovrebbe abitarci.

Storie di gente che si dibatte in quotidiane difficoltà a Paola. Tanti casi. Gente senza lavoro, malata e con percentuali di disabilità attorno all’80 per cento. Gente che in queste graduatorie è entrata addirittura nel 1983.

Ma tra il dire e il fare è poi sempre stata “superata” da altri. Diverse persone si sono affidate anche a legali per far valere i loro diritti.

In alcuni casi vengono anche contestate le ordinanze urgenti (corredate in ogni caso da certificati medici dei richiedenti, ndr) che dopo un anno comunque, superata l’urgenza, debbono sgombrare. E non tutti ci stanno.

Giorno dopo giorno il malessere è dilagante. E ciò anche in virtù del prossimo bando che il comune dovrà effettuare in merito. In effetti anche se si scrive che le graduatorie sono esaurite c’è chi da tempo ancora una casa la attende. Solo sistemazioni provvisorie che comunque non fanno altro che aggravare il malcontento degli aventi diritto.

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Case popolari Paola: cosa si chiede?

“Innanzitutto – ci spiegano alcuni di loro – che si rispettino quelle graduatorie presenti. Altrimenti a cosa servono? Le case – aggiungono – devono essere date a chi ne ha diritto. Ci sono persone con doppie abitazioni e gli alloggi popolari si tengono chiusi”.

Se così fosse, a cosa servono i controlli? Un’attenta ricognizione degli alloggi residenziali di edilizia pubblica potrebbe portare tranquillamente al recupero di diversi locali che sarebbero quindi assegnati a chi ne ha diritto.

Non è nemmeno escluso che qualcuno organizzi proteste eclatanti. In comune, da anni, si assiste a scene di disperazione di famiglie esasperate.

Un’idea sarebbe potuta essere quella di riqualificare il centro storico. Della pianificazione insieme ai privati di azioni concrete, volte a dare abitazioni con fitti agevolati a chi è in cerca di una casa.

Puntare in poche parole su un’azione sinergica che valorizzi immobili oggi abbandonati e decadenti e, soprattutto, indirizzi l’agire economico su basi solidaristiche. Era un’idea di quella sinistra che oggi amministra il Comune di Paola.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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