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Praia a Mare, Alternativa denuncia maggioranza e opposizione


Il coordinatore Mandarano sulla Cittadella dello Sport di Santo Stefano: “Danno alle tasche dei contribuenti da 700 mila euro e tutti tacciono”.

PRAIA A MARE – Cittadella dello sport di Praia a Mare: uno sperpero di denaro pubblico effettuato dal governo cittadino nel silenzio delle opposizioni.

Questa la posizione del Movimento l’Alternativa del coordinatore Antonio Mandarano circa le vicende dell’area sita in località Santo Stefano.

“Praticò continua a far danni e l’opposizione tace”, ha detto.

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Antonio Mandarano

La Cittadella dello Sport mai nata

La vicenda riguarda la Cittadella dello Sport in località Santo Stefano, mai realizzata compiutamente dalle amministrazioni comunali praiesi. Nei mesi scorsi il Tar Calabria ha deciso per la restituzione di parte dei terreni ai legittimi proprietari.

Il comune avrebbe dovuto inoltre ripristinare lo stato dei luoghi, nei quali sono stati fatti sbancamenti, estirpate piante, avviate opere in cemento armato mai completate e pagare per l’occupazione illegittima per circa venti anni.

Ma il Tar ha previsto anche la possibilità di acquisizione dei suoli da parte dell’ente, pagandone il valore maggiorato dal danno procurato, dal risarcimento per l’occupazione e dagli interessi legali.

L’amministrazione Praticò, in un consiglio comunale di ottobre 2018, ha scelto quest’ultima strada. Costo dell’operazione: 384 mila euro circa finanziati con il riconoscimento di debiti fuori bilancio per i pagare i proprietari.

Il ripristino dei luoghi costerebbe poco più di 300 mila euro, per cui l’amministrazione comunale ha deciso per acquisirli adducendo ragioni di opportunità economica.

La giunta Praticò intanto, nell’ambito delle strutture sportive, ha decisamente spostato l’attenzione altrove.

Ovvero nell’area ex “Onda Sud” dove sta sorgendo il moderno centro sportivo di Praia a Mare che ingloba anche lo stadio comunale, prevede campetti da gioco per diverse discipline, aree verdi e il nascente centro per la talassoterapia al posto dell’ex circolo bocciofila.

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L’area di Santo Stefano interessata dalla mai nata Cittadella dello Sport di Praia a Mare

Santo Stefano: pagano i cittadini per un’area deturpata

Nell’area di Santo Stefano – ricorda Mandarano – si registrano abbandono e degrado, che non risparmiano neanche l’unica struttura realmente realizzata, il palatenda.

Inoltre il progetto complessivo, negli anni, è sparito dalla programmazione delle opere pubbliche del Comune di Praia a Mare e i fondi vincolati sono stati spesi diversamente e non ancora ricostituiti.

Alternativa richiama le ragioni di interesse pubblico che dovrebbero essere alla base di una tale operazione e che sono previste dal Testo unico sulle espropriazioni per pubblica utilità.

“I motivi addotti dalla giunta e dal consiglio – spiega Mandarano – non sono sufficienti a giustificare l’acquisto dei terreni. Non ci sono ragioni attuali ed eccezionali di interesse pubblico, considerato che l’opera pubblica non è prevista nella programmazione del prossimo triennio, è stata eliminata dal bilancio e i soldi per finanziarla non ci sono.

Nemmeno il motivo sostenuto dall’amministrazione appare soddisfacente, dato che i costi di ripristino restano comunque a carico dell’ente comunale, vista l’impossibilità oggettiva di completare l’opera”.

Per l’Alternativa la soluzione doveva essere trovata molti anni prima, anche per evitare lo “scempio ambientale” che si registra a Santo Stefano.

Ma Mandarano denuncia anche responsabilità a carico delle opposizioni, accusate di aver tenuto un atteggiamento ambiguo in merito.

“Alcuni componenti – spiega Mandarano – non si sono presentati in consiglio, o sono dovuti uscire dall’aula consiliare prima dell’approvazione dei provvedimenti per conflitto d’interessi. Quelli presenti, invece, hanno fatto scena muta e si sono astenuti durante la votazione.

È grave – rincara la dose Antonio Mandarano – che gli oppositori anziché informare la cittadinanza hanno scelto il silenzio. Il danno ai cittadini di Praia a Mare è di circa 700 mila euro, tra acquisizione e ripristino di terreni agricoli soggetti a vincoli idrogeologici, che non hanno nessuna utilità”.


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