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Alcolismo, adolescenti italiani sempre più a rischio


16-17enni: ecco chi rischia di più nel consumo di alcol in Italia secondo la relazione al Parlamento del ministro della Salute. Il dettaglio di Calabria e Basilicata.

ROMA – In Italia ci sono ad oggi otto milioni e 600mila consumatori di alcol a rischio, 68mila persone alcoldipendenti prese in carico dai servizi alcologici, 4mila 575 incidenti stradali rilevati soltanto da polizia e carabinieri.

Sono solo alcuni dati contenuti nella Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati nel 2018 in materia di alcol e problemi correlati, trasmessa dal ministro della Salute Giulia Grillo alle Camere il 29 aprile 2019.

giulia grilo
Giulia Grillo

Consumatori a rischio, minori e over 65 i più inconsapevoli

La prevalenza dei consumatori a rischio, elaborata dall’Istituto superiore di sanità (Iss), è stata nel 2017 del 23,6% per uomini e dell’8,8% per donne di età superiore a 11 anni, per un totale di oltre 8,6 milioni di persone, 6,1 milioni maschi (M) e 2,5 milioni femmine (F), che nel 2017 non si sono attenute alle indicazioni di salute pubblica.

L’analisi per classi di età mostra che le fasce di popolazione più a rischio per entrambi i generi sono quelle dei 16-17enni (M=47,0%, F=34,5%), che non dovrebbero consumare bevande alcoliche e dei “giovani anziani” (65-75 anni).

Verosimilmente a causa di una carente conoscenza o consapevolezza dei rischi che l’alcol causa alla salute, circa 700mila minorenni e 2,7 milioni di ultra sessantacinquenni sono consumatori a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate.

Persone, quindi, non precocemente identificate e che andrebbero sensibilizzate sul loro consumo non conforme alle raccomandazioni di sanità pubblica. La prevalenza di consumatori a rischio di sesso maschile è superiore a quelle delle donne per tutte le classi di età, ad eccezione di quella dei minorenni, dove invece le differenze non raggiungono la significatività statistica.

Dipendenza dall’alcol, 68mila persone hanno fatto ricorso servizi alcologici, 27,1% sono nuovi utenti

I dati sull’alcoldipendenza mostrano la presa in carico nel 2017 presso i Servizi alcologici di circa 68mila (67.975) soggetti. Il 27,1% dell’utenza complessiva è rappresentato da utenti nuovi. La quota restante da soggetti già in carico dagli anni precedenti o rientrati nel corso dell’anno dopo aver sospeso un trattamento precedente.

Il rapporto M/F è pari a 3,5 per il totale degli utenti. A livello regionale questa maggiore presenza maschile risulta più evidente al centro-sud.

L’analisi per età evidenzia che il 75,1% dell’utenza ha un’età compresa tra i 30 e i 59 anni, mentre i giovani al di sotto dei 30 anni rappresentano il 7,5% dei soggetti trattati. Non trascurabile è la quota degli individui di 60 anni e oltre pari al 17,4%.

La bevanda alcolica maggiormente consumata è il vino (48,1%), seguito dalla birra (27,1%), dai superalcolici (10,3%) e dagli aperitivi, amari e digestivi (5,5%).

La distribuzione degli utenti per tipo di bevanda alcolica di uso prevalente è molto variabile regionalmente: il vino è utilizzato in genere più frequentemente al nord mentre la birra e i superalcolici al sud.

Nel corso del 2017 si sono verificati complessivamente 39mila 182 accessi in pronto soccorso caratterizzati da una diagnosi principale o secondaria attribuibile all’alcol. Di questi il 70% si riferisce ad accessi di maschi e il restante 30% ad accessi di femmine.

La distribuzione degli accessi in pronto soccorso per triage medico mostra che il 64% degli accessi avviene in codice verde, il 20% in codice giallo, il 13,5% in codice bianco e il 2% in codice rosso.

I dati disponibili più recenti relativi ai decessi totalmente alcol-attribuibili si riferiscono all’anno 2015. Si evince che in Italia, il numero di decessi di persone di età superiore a 15 anni per patologie totalmente alcol-attribuibili è stato pari a 1240, di cui 1016 (81,9%) uomini e 224 donne (18,1%).

Queste percentuali corrispondono a circa 38 decessi per milione di abitanti tra gli uomini e a quasi 1 decesso per milione tra le donne. Le due patologie che causano il numero maggiore di decessi per entrambi i sessi sono le epatopatie alcoliche e sindromi psicotiche indotte da alcol.

car crash accident on street, damaged automobiles after collision in city

Incidenti stradali, nel 7,8% dei casi un conducente era in stato di ebbrezza

carabinieri e polizia stradale, organi che rilevano circa un terzo del totale degli incidenti stradali con lesioni, hanno reso disponibili i dati riferiti all’anno 2017 sulle contravvenzioni elevate per guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti in occasione di incidente stradale.

Da tali dati risulta che, in totale per i due organi di rilevazione, sono 4.575 gli incidenti stradali per i quali almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era in stato di ebbrezza e 1.690 sotto l’effetto di stupefacenti, su un totale di 58.583 incidenti.

Il 7,8% e 2,9% degli incidenti rilevati dai carabinieri e dalla polizia Stradale è correlato dunque, rispettivamente ad alcol e droga, percentuali in aumento rispetto al 2015 quando erano pari al 7,6% e al 2,3%.

Alcohol Prevention Day 2019

Anche quest’anno si terrà a Roma il 15 maggio il workshop annuale Alcohol Prevention Day 2019, finanziato dal ministero della Salute e organizzato dall’Istituto superiore di sanità, avvalendosi della collaborazione con la Società italiana di Alcologia (SIA), Associazione Italiana Club Alcologici Territoriali – AICAT e Eurocare.

Il consumo di alcol in Calabria e Basilicata

Ecco nel dettaglio alcuni dati del Sistimal, ovvero il Sistema di indicatori per il monitoraggio dell’impatto alcol-correlato e finalizzato allo sviluppo di un sistema standardizzato di monitoraggio in grado di fornire indicazioni regionali fondamentali per la programmazione regionale delle attività di prevenzione.

I risultati sono consultabili qui, ma vediamo cosa dicono circa le due regioni del bacino di utenza di questo sito.

In Calabria il 22,6 percento degli uomini e il 3,4 percento delle donne sono considerati bevitori a rischio. In Basilicata le percentuali sono, rispettivamente, del 24,9 e del 5,6 percento.

In entrambe le regioni, il dato di rischio relativo al genere femminile è considerato comunque un valore inferiore alla media nazionale.

Sia in Basilicata che in Calabria, circa 3 uomini su 4 e meno della metà delle donne sono bevitori di tutte le bevande alcoliche prese in considerazione (vino, birra, amari, aperitivi alcolici e super alcolici).

Per quanto riguarda i Binge drinker, ovvero soggetti alle cosiddette “abbuffate di alcolici”, troviamo una percentuale molto bassa tra le donne calabresi e lucane (1% e 2,3%), mentre gli uomini fanno registrare dati in linea con la media nazionale (12,7% in Calabria e 14,1% in Basilicata).

Nel dettaglio delle bevande consumate e prese in esame, colpisce un dato: circa la metà dei maschi calabresi (50,4%) e lucani (46%) sono risultati consumatori di amari, dunque con valori superiori alla media nazionale.

Di contro, le donne di queste due regioni sono risultate consumatrici di super alcolici con valori inferiori alla media italiana.

Basilicata

Per la Basilicata, lo studio sostiene: “La prevalenza dei consumatori di almeno una bevanda alcolica nel 2017 è pari a 76,0% tra gli uomini e 40,0% tra le donne e in quest’ultimo caso il valore è inferiore alla media nazionale e diminuito rispetto al 2016 di 5 punti percentuale.

La prevalenza delle consumatrici di vino, di birra, di amari e di super alcolici risulta inferiore alla media nazionale, mentre tra gli uomini il valore relativo alla prevalenza dei consumatori di amari è più alto della media italiana.

L’analisi dei comportamenti a rischio evidenzia per le donne valori al di sotto della media nazionale della prevalenza di consumatrici abituali eccedentarie, fuori pasto e a rischio per il criterio Iss.

Per nessuno degli indicatori di rischio analizzati si registrano variazioni rispetto al 2016”.

Calabria

In Calabria: “La prevalenza dei consumatori di almeno una bevanda alcolica nel 2017 è pari a 76,9% per gli uomini e 44,2% per le donne e, in quest’ultimo caso, il valore risulta inferiore alla media nazionale.

Tra gli uomini, è superiore alla media nazionale la prevalenza dei consumatori di amari mentre, tra le donne, sono inferiori alla media le prevalenze delle consumatrici di vino e super alcolici.

L’analisi dei comportamenti a rischio mostra per le donne valori al di sotto della media nazionale della prevalenza di tutti i comportamenti a rischio considerati. Per tutti gli indicatori di rischio considerati e per entrambi i generi non si rilevano variazioni significative rispetto alla rilevazione del 2016.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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