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“Caso” Pavone, la Procura: “Nessun illecito nell’assunzione”


Il Gip del tribunale di Paola archivia l’inchiesta sulle sospette assunzioni al Comune di Paola. L’ex sindaco Ferrari: “Nostro operato trasparente”.

PAOLA – Il Gip di Paola “smonta” il caso Pavone.

Nel procedimento sull’assunzione al Comune di Paola, erano indagati l’ex sindaco Basilio Ferrari, e i già capo settore Mauro Perfetti (esterno a tempo determinato) e Ida Casacchia (interno).

Archiviando l’inchiesta, il tribunale di Paola ha messo così la parola fine a una querelle autentica tra esponenti dell’allora opposizione – oggi maggioranza del Comune di Paola – contro il governo Ferrari.

Oggetto della diatriba sfociata in una querela denuncia al commissariato di polizia, l’assunzione a tempo indeterminato al comune di Fabio Pavone e di altri due ingegneri, che comunque poi hanno preferito trasferirsi altrove.

Oltre alle suddette assunzioni, sul tavolo degli inquirenti è finita quella di Mauro Perfetti in qualità di capo settore del comune per pochi mesi.

Il concorso per Pavone, allora reggente dell’ufficio Tecnico comunale, secondo “il dire” dei querelanti, sarebbe stato “cucito” addosso proprio da Mauro Perfetti, che diede il via all’assunzione. Ma è evidente che le azioni amministrative non erano illegali.

A denunciare tutto erano stati Francesco Aloia, Graziano Di Natale, Giovanni Politano e Francesco Sorace.

Nonostante la querelle giudiziaria Pavone non è stato mai licenziato, nemmeno dopo. È stato comunque sostituito nella reggenza all’Utc da Fabio Iaccino. E dopo una breve parentesi lavorativa a Roma, Fabio Pavone, è tornato da poco al Comune di Paola, che nel frattempo gli aveva“conservato” il posto.

Dopo due anni dall’insediamento non ha dato via a quelle azioni consequenziali che si erano prefigurate. Un’azione, contro l’ex capo Utc, che quindi si è concretamente fermata.

Caso Pavone: la posizione di Basilio Ferrari

basilio ferrari
Basilio Ferrari

Una querelle che per l’ex sindaco Basilio Ferrari non è finita.

“In dieci anni di opposizione – spiega il capogruppo – non ho mai denunciato nessuno. Questo è forse il loro modo di intendere l’attività politica. Ora farò quanto necessario per avere giustizia”. Per Ferrari tuttavia “è stata anche un’opportunità di dimostrare davanti ai giudici la trasparenza del mio operato”.

Ma ancor prima del Gip, a “smontare” le accuse dei quattro consiglieri di maggioranza era stata la procura di Paola.

Nella richiesta di archiviazione firmata dal procuratore capo Pierpaolo Bruni e dal PM Rossana Esposito si spiega che “nel caso in esame non è provata l’illiceità penale delle condotte di nomina né di Perfetti né di Pavone.

Il sindaco – che nel procedimento è stato difeso dall’avvocato Domenico De Rosa – nel nominare Perfetti, e il Perfetti nel nominare Pavone, non si trovano in una situazione di incompatibilità, non essendo legati da rapporti di parentela, affinità e cointeressenza con i beneficiari delle rispettive nomine”.

Non ci sarebbe, inoltre, prova che le nomine fossero strumentali a funzioni elettoralistiche.

Dai tabulati telefonici acquisiti non è emerso alcun contatto tra il sindaco e Perfetti, né tantomeno con Pavone. Nessun elemento per procedere.


About Francesco Maria Storino

Attualmente collaboratore della Gazzetta del Sud ha lavorato per La Provincia, Comunità 2000, Edizioni master, Il Quotidiano della Calabria e Corriere dello Sport. Cura particolarmente la cronaca giudiziaria.

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