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Sanità, il Senato ha approvato il Decreto Calabria


Ora è legge. Ecco cosa prevede: dai Lea alle finanze, dallo sblocco del turn over alle verifiche sull’operato dei dirigenti generali.

ROMA – Il Senato ha approvato definitivamente il ddl 1315, conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2019, numero 35, recante misure emergenziali per il servizio sanitario della Regione Calabria e altre misure urgenti in materia sanitaria.

Decreto Calabria: dai Lea allo sblocco del turn over

Il provvedimento approvato oggi era molto attesa in Calabria. Si suddivide in tre Capi.

Capo I

(articoli da 1 a 10) reca disposizioni speciali per il rispetto dei livelli essenziali di assistenza in ambito sanitario ed il raggiungimento degli obiettivi del Piano di rientro della Regione Calabria.

In particolare si nomina un commissario ad acta per una verifica straordinaria dell’operato dei direttori generali, si istituisce un’unità di crisi per le ispezioni, si sospende il blocco del turn over, si prorogano gli esami di Stato di medicina.

Capo II

(articoli da 11 a 13) reca disposizioni urgenti in materia di personale e di nomine negli enti del Servizio sanitario nazionale, di formazione sanitaria, di carenza di farmaci e di riparto del fondo sanitario nazionale.

Capo III

(articoli da 14 a 16) reca disposizioni transitorie e finali, tra le quali la clausola di salvaguardia delle autonomie speciali di cui all’articolo 15-bis, introdotto dalla Camera.

Decreto Calabria: i commenti dei relatori

Maria Domenica Castellone, senatore M5s

“Nella seduta di ieri – si legge in una comunicazione del Senato – si è conclusa la discussione generale.

Oggi, intervenendo in replica, la relatrice, senatore Maria Domenica Castellone (M5s), ha osservato che il provvedimento, frutto di un grande lavoro di coinvolgimento delle opposizioni, mira a superare la situazione emergenziale della sanità calabrese, che nel corso degli anni è andata via via peggiorando, malgrado gli interventi di commissariamento, ponendo le condizioni per un ritorno alla normalità gestionale e amministrativa della Calabria.

Il decreto-legge pone rimedio a diverse problematiche concernenti il personale del Servizio sanitario nazionale, prevedendo fondi per il miglioramento delle infrastrutture e dell’edilizia ospedaliera, innovando in materia di medicina generale, con misure volte a contemperare le esigenze di funzionamento del Servizio sanitario con quelle formative e di stabilizzazione.

La relatrice di minoranza, senatore Paola Boldrini (Pd), ha parlato di interventi estemporanei e dall’efficacia ridotta.

Secondo il sottosegretario di Stato alla salute Luca Coletto, il provvedimento non pretende certamente di risolvere tutti i problemi nell’immediato, ma è un resetting della situazione calabrese, da cui finalmente partire dopo anni di immobilità.

 

Decreto Calabria: le reazioni

Secondo LeU, dopo il totale fallimento del commissariamento, il decreto-legge non dà risposte concrete: non prevede una governance regionale né investimenti.

FdI ha condannato un impianto che non risolve il problema dei conti né contempla una visione a lungo termine.

Il Pd ha deplorato il mancato coinvolgimento del territorio e la totale assenza di risorse per sopperire alla carenza di personale medico.

Dello stesso avviso è FI, secondo cui da questo dipendono le migrazioni sanitarie dei cittadini calabresi: serve un impegno politico concreto che tuteli gli erogatori privati del servizio sanitario calabrese.

Il senatore Laniece (Aut) ha annunciato l’astensione auspicando il superamento del modello attuale del Servizio sanitario nazionale.

I senatori Sonia Fregolent (L-Sp) e Di Marzio (M5s) sono intervenuti a favore del provvedimento: secondo Lega e M5s il decreto-legge muove da un approccio di eccezionalità che ne giustifica l’approvazione”.

Decreto Calabria: respinti tutti gli emendamenti

Nel passaggio all’esame dell’articolato sono stati respinti tutti gli emendamenti mentre sono stati accolti alcuni ordini del giorno.

Il G5.5 (testo 2), che impegna il Governo a prevedere un meccanismo di pagamento dei crediti vantati dalle aziende che hanno erogato prestazioni sanitarie.

G6.21 per un’eventuale deroga ai limiti di spesa attualmente previsti per la Regione Calabria.

G11.105 (come raccomandazione) in tema di incarichi dirigenziali.

G11.103 (testo 2), per garantire i medicinali necessari anche in strutture in deficit di bilancio.

G12.100 (testo 2) e G12.101 in tema di assunzione e formazione del personale sanitario.

Hanno dichiarato voto contrario – prosegue la nota del Senato – i senatori Errani (LeU), Zaffini (FdI), Caterina Bini (Pd) e Siclari (FI-Bp).


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