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Incendi Calabria: “Che fine ha fatto la prevenzione”?


Ne abbiamo parlato con Valentino Cioffi dei Falchi del Pollino. Tra opere di protezione passiva dimenticate, boschi abbandonati e carenza di uomini, mezzi e senso civico.

lido azzurro calabria santa maria cedro mare

SANTA DOMENICA TALAO – “Sono anni, ormai, che le opere di protezione passiva dei boschi non si fanno più”.

Lo dice con senso rassegnato misto a rabbia Valentino Cioffi, presidente di Falchi del Pollino, associazione di protezione civile dell’Alto Tirreno cosentino impegnata anche nell’antincendio boschivo (Aib).

Il riferimento fatto da Cioffi – non il solo, durante la nostra chiacchierata – è a opere dell’uomo denominate linee o fasce tagliafuoco. Azioni preventive svolte solitamente in primavera e che impediscono la propagazione degli incendi.

Si tratta di “piste” aperte realizzate sia all’interno che sul perimetro delle zone boschive con mezzi meccanici quali decespugliatori e trinciastocchi.

Ma – è questo il punto – questa e le altre componenti della manutenzione del territorio sembrano solo un ricordo.

Incendi in Calabria: “Un assist ai piromani”

Incendio a Santa Domenica Talao, luglio 2019

“Mi chiedo, se a livello istituzionale si rendono conto di quanto questo sia grave. Mi riferisco a enti come la Regione Calabria, che per legge è preposta alla gestione della forestazione attraverso Calabria Verde.

Ogni anno – aggiunge Cioffi – si parla di lotta Aib, ma prima del periodo di battaglia non si fa una corretta programmazione. Di anno in anno, vedo i nostri boschi abbandonati a sé stessi.

Non si fanno più le protezioni passive per i boschi, come per prati e macchie che li circondano. Non si puliscono più i canali in alcuni punti non si interviene neanche per il taglio della vegetazione a bordo delle strade.

Le ovvie conseguenze di questo stato di cose è l’aumento del rischio incendi su tutto il territorio. Tutto questo – afferma il volontario di protezione civile –, a me sembra un assist al bacio ai piromani”.

Parole, insomma, in linea con quanto di recente denunciato anche da Carlo Tansi, ex capo della protezione civile calabrese.

L’estate scorsa, per il territorio della parte ovest della provincia di Cosenza, ha segnato una sorta di tregua con gli incendi, dovuta soprattutto al fatto che si era bruciato “ogni cosa” nella tragica estate 2017.

È però lecito pensare che ora i piromani possano tornare all’attacco, facendo anche leva su questo stato di abbandono del presidio.

“Nei piani annuali Aib – aggiunge ancora Cioffi – si inserisce sempre la prevenzione, ma poi non si fa mai. Quel che si fa è correre a spegnere quando ormai l’incendio è partito, allertando le poche squadre che esistono e gli elicotteri a disposizione. Ma, nelle condizioni in cui si opera, è difficile scongiurare il peggio”.

Il riferimento – almeno limitatamente al territorio in esame – è alla doppia carenza: di uomini e mezzi per l’antincendio boschivo. Anche questa è una criticità che si trascina da tempo, iniziata con la riforma del settore a livello regionale e – a livello locale – con la crisi del Consorzio di bonifica integrale dei bacini del Tirreno cosentino (ex Valle Lao).

Tornando alla mancanza di prevenzione, Cioffi segnala un’altra anomalia.

“Anche i cittadini – racconta – dovrebbero fare la loro parte, ad esempio pulendo dalle sterpaglie secche i terreni incolti, ma sono pochissimi quelli che lo fanno.

Questo atteggiamento aumenta il rischio di cosiddetti incendi di interfaccia, quelli che tecnicamente si caratterizzano per la loro vicinanza alle abitazioni o alle aree industriali.

Non si fa una pulizia adeguata che, per dirla tutta, andrebbe comunque fatta in proporzione all’altezza degli edifici prossimi al campo da pulire”.

La carenza è anche nel campo del volontariato

I volontari dell’associazione di protezione civile Falchi del Pollino

I Falchi del Pollino – ci ha spigato Cioffi – operano anche quest’anno nell’ambito dell’Aib organizzato dal Parco nazionale del Pollino mediante convenzione. Il loro settore di intervento è limitato alle zone dei comuni di Santa Domenica Talao e Orsomarso ricadenti nell’area protetta calabro-lucana.

Sono in 17 volontari, ma non tutti possono dedicarsi in maniera efficace ai compiti antincendio. Così, in questi mesi, operano con due squadre che difficilmente raggiungono il numero di 4 componenti l’una.

Hanno a disposizione due pick-up per lo spegnimento, ma non sempre possono schierarli sul campo: dipende dal numero dei volontari a disposizione.

“Anche nell’ambito del volontariato – spiega il presidente dei Falchi – c’è carenza. Approfitto della vostra testata per lanciare un appello ai cittadini: mettetevi a disposizione per essere formati e per dare una mano.

Non è semplice – aggiunge –. Il volontariato non è un lavoro e spesso si nutre di ritagli di tempo. La differenza può farla il numero di volontari.

Il Parco del Pollino ha deciso anche quest’anno di inserire le associazioni di protezione civile come la nostra nel Piano Aib, sia per il versante lucano che per quello calabrese. Ma si tratta comunque di lotta attiva, non di prevenzione. A volte si riesce a arginare l’incendio, a volte no.

Noi facciamo anche attività di repressione, presidiando il territorio e facendo notare la nostra presenza a eventuali malintenzionati. Ma anche qui, non sempre si riesce. Basta, ad esempio, essere impegnati in un’altra zona”.

Fino ad oggi (questa intervista risale al 16 luglio, ndr) Cioffi e i suoi volontari sono dovuti intervenire soltanto in un caso. Ovvero per un incendio che domenica scora ha interessato località Arena-Candidato di Santa Domenica Talao.

“Siamo intervenuti per un incendio prevalentemente di sterpaglia, a nostro giudizio di natura dolosa – ancora Cioffi -. È andata in cenere la vegetazione di un’area di circa mille 500 mila metri quadrati, ma fortunatamente non ci sono stati pericoli per persone e cose”.


About Andrea Polizzo

Giornalista professionista dal 2010 e blogger. Sin dal 2005 matura esperienze con testate regionali di carta stampata, on-line e televisive. Attualmente collabora con il mensile d'inchiesta ambientale Terre di Frontiera e con il network VicenzaPiù. Ideatore di blogtortora.it, caporedattore e coordinatore di www.infopinione.it.

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